Vitucci: “Ho ricevuto tanto da Avellino. Avrei sbagliato ad andar via”

Aloi e Vitucci
Aloi e Vitucci

Ripartire dalla volontà di riscattare  un’annata deludente, adottando un profilo basso e facendo tesoro degli errori commessi. Questo il messaggio lanciato da coach Frank Vitucci e dal Direttore Operativo Marco Aloi nel corso della conferenza stampa a margine della conclusione del campionato: «Abbiamo l’opportunità di ripartire programmando in anticipo la stagione futura con maggior calma e precisione, facendo tesoro degli errori che sono stati commessi». Il trainer veneto spiega come l’annata sia andata male a cominciare dalla fase estiva: «Si è inziato a luglio e questo è stato sicuramente l’innesco sequenziale di circostanze che hanno poi prodotto i risultati che tutti conosciamo. Nel precampionato abbiamo fatto solo tre allenameti tutti insieme, arracando sin dall’inizio e provando a trovare il bandolo della matassa che ogni qual volta sembrava essere stato individuato è venuto meno». L’ormai ex Coach of the year non si tira indietro dal dichiararsi il maggior colpevole di un torneo da bocciatura: «Sono il principale responsabile di quanto offerto da una squadra che arrivava con una precedente esperienza di gruppo e che quest’anno ha faticato ad avere quella continuità di rendimento che, paradossalmente, c’è stata nel momento più complicato ossia con le esclusioni di Dean e Richarson. Posso dire che tutti i giocatori sono stati esemplari nonostante mi sarei aspettato maggiori motivazioni da parte loro». E sulle aspettative non rispettate dai suoi giocatori dice: «Mi aspettavo un gruppo più coeso per quanto fatto lo scorso anno. Ad esempio il tasso di atletismo è stato insufficiente nel sopperire le difficoltà tecniche. In ultimo quando abbiamo fatto arrivare Foster non credevamo ci impiegasse così tanto tempo per dimostare il suo valore». Sulla scommessa (quasi) persa di Je’kel Foster prosegue: «L’arrivo di Foster è stato viziato dalle difficoltà di inserirsi in una squadra nuova. Adesso abbiamo a disposizione il tempo necessario per costruire un team che in campo possa produrre una pallacanestro più vicina alle mie idee e che questo pubblico merita. C’è molta condivisione di programmi sia da parte mia sia della dirigenza rispetto a quello che potremo fare con maggiore umiltà da parte di tutti». È presto per parlare di mercato ma su alcuni punti c’è già una sintonia di idee su quello che sarà il futuro: «Andare sui singoli è un po’ presto. C’è comune visione per il tipo di squadra che andremo a costruire tanto nel modo di giocare quanto nell’età che nell’atletismo. Valuteremo passo per passo». Ma un aspetto è certo: «La stagione che verrà coinciderà con la quindicesima apparizione in massima serie. È un dato importante e chi giocherà dovrà tenerlo presente sin dall’inizio». E l’ex assistente di Ettore Messina ha un desiderio: «Fare meglio nel gioco a tutto campo che c’è mancato così come anche l’atletismo e l’aggressività. Volendo trovare una parola comune c’è stata assenza di energie». Tre i punti da cui ripartire ad agosto: «Il debito che ho contratto a termine di questa stagione. Lasciare Avellino così non ne ho intenzione. Ho ricevuto tanto sia dentro che fuori dal campo. Tuttavia questo credito si è esaurito velocemente ed è una molla emozionale. Di andarmene via a me non va e, inoltre, c’è un potenziale da dover sfruttare. È un posto dove vale la pena riprovarci».

Un mea culpa  e volontà di riconquistare una piazza delusa costituirà  l’obiettivo della dirigenza biancoverde secondo le parole di Marco Aloi: «Sarà compito nostro stimolare la piazza su nuove sfere emozionali. Vogliamo esser protagonisti di una stagione del rilancio con obiettivi più umili e necessitiamo della collaborazione di tutti perché i nostri tifosi e appassionati possano comprendere il nuovo spirito della Sidigas. La proprietà vuole dare continuità e lanciare un messaggio di maggiore vicinanza alla città». Il budget che sarà messo a disposizione sarà ritoccato verso il basso: «Obiettivo non più legato a raggiungimento dei risultati legati al campo. Prima servirà ritrovare l’affetto dei tifosi e solo lì vedremo se potremo ambire a qualcosa di più importante». De Cesare la certezza da cui ripartire: «Per noi è sicuramente una polizza di garanzia ripartire da un nome qual è Sidigas. Teniamoci stretta la categoria». E sul difficile periodo che sta attraversando la Legabasket Aloi afferma: «Con le difficoltà di Siena rischiamo di essere tra le quattro squadre con più permanenza in serie A oltre a Roma, Cantù e  Milano. Per noi può essere solo un orgoglio far parte di questa cerchia elitaria. Ringraziamo Sidigas perché tutt’ora c’è un presente ed un futuro di basket ad Avellino».

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