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All-In #AvellinoVirtusFrancavilla: Armellino, lupo tra i lupi

L'esempio del numero 21 può trascinare gli uomini di Pazienza

È convinzione comune nel calcio che una squadra diventi tale, nell’accezione elevata del termine, solo nel caso in cui riesca ad appropriarsi dei tratti identitari del club che rappresenta. 

Nel caso specifico dell’Avellino, dunque, per il successivo salto di qualità, agli uomini di Pazienza non rimane che mettere in mostra una dote: l’umiltà. Ravvivato l’amore della piazza con grinta, ardore e spirito battagliero, la formazione biancoverde deve ora dimostrare di saper mantenere i piedi per terra, come insegnano la storia del club e quella della gente d’Irpinia.

Per farlo non c’è test migliore della Virtus Francavilla. A meno di sette giorni dalla clamorosa (e storica) vittoria di Catania, per il lupo arriva in casa un impegno assolutamente agevole sulla carta. Starà proprio nel trasformare la teoria in pratica, nel non sottovalutare l’avversario e nel dimostrare quindi la propria natura ambiziosa ma modesta, che l’Avellino si giocherà la possibilità di fare uno step in più. 

Verso Avellino-Virtus Francavilla

La sfida del “Partenio-Lombardi” metterà una contro l’altra due formazioni che stanno vivendo momenti diametralmente opposti. Mentre l’Avellino è lanciatissimo, in virtù dei 5 successi consecutivi, la Virtus Francavilla non sa più uscire dal tunnel delle sconfitte, con ben 4 ko di fila sul groppone.

Oltre al trend, a complicare i piani, per la formazione ospite, ci sono anche le statistiche. Tra le peggiori difese del raggruppamento, con 16 gol subiti, la squadra di Villa dovrà provare a contenere l’attacco biancoverde, tra i migliori del girone meridionale, capace di segnare 16 gol nelle ultime 8, per un’interessante media di 2 reti a partita.

Numeri alla mano, dunque, come già sottolineato, l’Avellino ha tutte le carte in tavola per partire favorito nel confronto. Ma proprio per legittimare questo stesso status dovrà essere bravo a metterlo tra parentesi, almeno per 90′, dimostrando sul campo – con voglia, determinazione e organizzazione – di meritare più dell’avversario.

Il più lupo tra i lupi

Nel match di domani Pazienza dovrà fare ancora una volta i conti con gli infortuni, specie in difesa. Le ultime settimane però hanno dimostrato che il lupo sa esaltarsi nelle difficoltà, tirando fuori anzi quel qualcosa in più che spesso si è rivelato decisivo per portare a casa l’intera posta in palio.

Emblematico, in tal senso, è il ruolo di Marco Armellino, che per la causa si è adattato con eccellenti risultati nel ruolo di difensore centrale, tenendo a bada fior fior di attaccanti e trascinando il gruppo con il suo esempio.

In virtù dell’indisponibilità di Rigione e Benedetti, domani toccherà di nuovo a lui guidare il reparto difensivo. Con la fascia al braccio, come nelle ultime uscite, Armellino avrà il compito di infondere sicurezza e autorevolezza alla linea a 3 di Pazienza.

Non una novità per l’ex Modena, che in questo primo scorcio di stagione si è fatto apprezzare soprattutto per il suo carisma e per la capacità di supportare e sostenere i compagni di squadra. Attitudine da leader vero, mostrata peraltro anche di fronte ai microfoni, che lo ha reso in poco tempo l’idolo dei tifosi biancoverdi. In Armellino, infatti, l’Avellino ha trovato un lupo vecchio stampo nelle parole e nei fatti. Una roccia che, per il suo spessore umano e tecnico, viene anche invidiata dai tifosi delle altre squadre, come dimostrano i commenti social diffusisi dopo il blitz di Catania.

Sempre pronto a lottare, senza mai risparmiarsi, Armellino sta incarnando al meglio lo spirito biancoverde. E con tenacia e umiltà – rieccola! – toccherà pertanto a lui condurre il lupo nella sfida di domani.

Armellino, tradizione favorevole

A suggerire la possibile centralità di Armellino nella sfida alla Virtus Francavilla interviene anche la tradizione. La serietà, la professionalità e la leadership del numero 21 biancoverde non sono certo improvvisate, ma affondano le loro radici nelle esperienze passate. Esperienze che spesso si sono rivelate vincenti e che, proprio per questo motivo, permettono al vice-capitano dei lupi di riconoscere perfettamente quali possano essere le insidie e quali i momenti decisivi di un torneo.

Promosso direttamente in B con Lecce, Monza e Modena – 3 primi posti consecutivi in terza serie quando ha fatto parte della rosa sin dall’estate -, Armellino è dunque perfettamente consapevole del peso specifico della gara di domani. Ancor più degli scontri diretti, sono spesso le sfide con le cosiddette piccole a fare la differenza nella classifica finale. Mantenere la barra dritta e guardare l’avversario dritto negli occhi, senza sentirsi superiori, è l’unico modo per affrontare al meglio queste partite e per portarla dalla propria, quella differenza.

In vista di domani, poi, la tradizione favorevole di Armellino non si ferma solo al palmarès, ma riguarda anche la Virtus. Nel settembre 2016, più di 7 anni fa quindi, il classe ’89 trovò contro i pugliesi quella che ad oggi è l’ultima doppietta in carriera (Virtus Francavilla-Matera 1-4). Come? Con due punizioni, una più bella dell’altra. Perché Armellino, lupo tra i lupi, non è solo leader, anima e sostanza, ma ha anche qualità e mezzi tecnici da categoria superiore. Tutte risorse di fondamentale importanza per l’Avellino, che al suo numero 21 chiede la spinta per riappropriarsi a tutto tondo della propria identità.

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