L’Avellino e la gara della svolta….

Da anni a questa parte l’Avellino stecca sempre sul più bello. La storia recente del club ce lo insegna. Dalla nuova società ad oggi, estate del 2009, i biancoverdi hanno sempre o quasi steccato l’impegno decisivo per il salto di qualità e anche per lo stesso salto di categoria, Quella di ieri è una delle tante prove del nove che l’Avellino non ha superato.

Ma procediamo per ordine. Stagione 2009/2010, l’Avellino ospita il Milazzo al “Partenio”. Oltre seimila spettatori fecero da cornice a quel match. Siciliani in dieci nel corso del match espugnarono l’impianto irpino ed allungarono a sei lunghezze poi decisive per la vittoria finale del torneo. Come non ricordare l’argentino Orioles. Nella stessa annata i lupi esorcizzarono gli eventi battendo grazie a Majella la Rossanese nello spareggio di Matera con 2000 lupi al seguito, ma ci ricascarono perdendo a Lamezia la finalissima. Decide una punizione di Mangiapane, ma colossale l’errore di Apuzzo. Lupi comunque riammessi in Seconda Divisione.

Stagione 2010/2011. Seconda Divisione appunto. I lupi partono a rilento specie in trasferta, il cambio Marra-Vullo diede i suoi frutti e lupi ai playoff, ma… Primo step della finale al “Partenio” contro il Trapani fu positivo.Con 10000 cuori a sostengno, Millesi e Acoglanis stesero i siciliani, poi il ko al ritorno segnò l’esclusione dei lupi alla prossima Prima Divisione. Poi nuovamente ammessa.

Della stagione Bucaro, se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo il ko interno con il Monza (doppio Tiboni), fermò la corsa dei lupi ai playoff. Ma il girone di ritorno sciagurato, dove tranne Carpi i lupi persero tutte e dico tutte le trasferte fece scalpore.

Stagione 2012/2013. Encomiabile il lavoro di società e staff tecnico. Nulla da dire. I lupi ritrovano la B dopo soli 5 anni.

Stagione 2013/2014. Grandissimo il girone di andata dei lupi con 37 punti. Più di così davvero non si poteva chiedere. L’obiettivo playoff era alla portata, ma tra arbitraggi e gare poco lucide da parte dei lupi hanno fatto sì che la post season ad un tratto della stagione fosse un miraggio, ma la sorte una volta tanto è stata dalla tua parte. E’ l’Avellino? Stecca a Padova contro una squadra retrocessa settimane prima e riesce nell’impresa di perdere. Melchiori e Diakitè fecero male all’Avellino e a i suoi tifosi. Una squadra che avrebbe ottenuto l’accesso ai playoff non può perdere con una formazione che schierava calciatori perla prima volta sul terrenoIMG_5341_sportav di gioco.

Ragazzi questo purtroppo l’Avellino ce o ha nel DNA.

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