Bologna e Bari ricorderanno “il guerriero “Ingesson”

4 presenze a Bari e 64 a Bologna. L’Italia, per Klas Inge Ingesson, era soprattutto questa. Due squadre, due città che hanno amato dentro e fuori dal campo il “guerriero” svedese, centrocampista arcigno ma corretto. Domenica prossima al Dall’Ara andrà in scena la gara tra emiliani e pugliesi, a distanza di un mese dalla scomparsa dell’ex calciatore. Ingesson, nella sua lunga carriera, ha vinto due campionati in Patria, una Coppa Uefa col Goteborg ma anche l’Intertoto proprio con i rossoblu. C’è poi il terzo posto, storico,  con la sua Nazionale al Mondiale disputato negli Stati Uniti nel 1994. La carriera da calciatore la chiuse sempre in Puglia ma con la maglia del Lecce, con un gol in 19 presenze nel 2001. Dopo nove anni, e una malattia inizialmente sconfitta, tornò a dare del tu al mondo del calcio, stavolta da allenatore. L’elfsborg gli affidò prima la panchina della primavera poi, nel 2013, quella della prima squadra che ha portato fino al terzo posto fino a quando il suo fisico gliel’ha permesso. Poi la ricaduta, lo shock delle dimissioni e il definitivo addio al mondo del calcio. Un addio da guerriero, così come tutti lo ricordano ancora oggi che non c’è più. Domenica i tifosi rossoblu e biancorossi saranno sicuramente uniti nel ricordo di Ingesson e, proprio per questo motivo, abbiamo chiesto ai capitani delle due squadre di ricordare la figura del “guerriero”:
Archimede Morleo rappresenta il pensiero di un’intera città: “Non ho avuto la fortuna di conoscere di persona Klas Ingesson. In tanti però qui a Bologna me ne hanno parlato e tutti hanno conservato di lui un ricordo splendido. È raro che un giocatore in due sole stagioni lasci in un ambiente una traccia tanto profonda: lui c’è riuscito grazie a una professionalità e a una correttezza fuori dal comune. I nostri tifosi lo chiamavano il Guerriero, perché combatteva con onore sul campo e non si arrendeva mai. È l’immagine migliore che un giocatore possa trasmettere ai ragazzi che si avvicinano al nostro sport. Un modo di essere che lo ha accompagnato fino alla fine, anche nei momenti più difficili della sua vita quando ha affrontato la malattia con dignità e con una forza incredibile. Ricordare Klas, il suo esempio, la sua storia è doveroso e importante per tutti”.
Gli fa eco Francesco Caputo che si rivolge direttamente allo svedese con parole davvero toccanti: “Ricordo ancora la tua grinta, la tua voglia di lottare su ogni pallone e il tuo sorriso. Ero bambino e ti ammiravo combattere fiero e leale con la fascia al braccio, fascia che dopo tanti anni ho ereditato da te. Spero di esserne degno così come lo sei stato tu. Ciao Klas”.
fonte: legaserieb.it

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