Comi: “Avellino è una piazza calorosa, dove i tifosi non ti fanno mancare il loro apporto”

[Fonte: B Magazine] Attaccante dell’Avellino, dotato di coraggio e grande forza fisica è un attaccante d’area di rigore, bravo anche nel cercare soluzioni da fuori area. Del padre, cresciuto nel Torino, parla con orgoglio e sottolinea come non lo abbia mai spinto a diventare calciatore professionista. rgoglio e pregiudizio. Gianmario Comi parla di suo padre Antonio – attaccante che ha chiuso la carriera da difensore centrale, attuale direttore generale del Torino – con sconfinata fierezza e un pizzico di vanto. Sulle spalle, Gianmario ha un cognome pesante. Talvolta come un macigno. Ecco l’altra faccia della medaglia. Già da bambino doveva dimostrarequalcosa più degli altri, per far capire che si trovava nelle giovanili granata perché se lo meritava e non perché era il “figlio di…”. Oggi ha 22 anni e gioca (soprattutto segna) nell’Avellino.  Dalla Primavera del Milan, alla Serie B. «La stagione alla Reggina è stata positiva, quella seguente (tra Novara e Lanciano) decisamente meno. Sono stato condizionato dalla pubalgia, non riuscivo a giocare a causa del dolore. Un’esperienza che mi è comunque servita e della quale tuttora faccio tesoro.» E adesso Avellino… «In una piazza calorosa, dove i tifosi non fanno mai mancare il loro apporto. Io sono un ragazzo molto passionale, per me giocare in questo ambiente è fantastico.» Te la senti di fissare un obiettivo personale? «Sono abituato a parlare coi fatti. Conta il campo, non le promesse. Voglio raggiungere un traguardo, ma quale sia lo tengo per me. Posso solo dire che mi piacerebbe segnare  una doppietta. Ancora non ci sono riuscito.» E uno per la squadra?«L’Avellino si sta comportando bene in un campionato dall’equilibrio spaventoso. Tutti possono salire o scendere nel giro di poche partite. E’ un torneo logorante: 42 gare sono tante, bisogna saper gestire le energie nervose, la differenza molto spesso la fanno l’approccio e le motivazioni.»

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