SERIE B

Juventus-Avellino • Il grande racconto in 114 foto

Il 18 dicembre 2013 è volato via. Con una velocità impressionante. La storia è stata scritta per davvero. E non solo una pagina. Nemmeno un capitolo. Ma di più. Un libro intero va dedicato allo storico Juventus-Avellino di Coppa Italia. Un libro che resterà per sempre nei cuori di tutti i tifosi. Come è giusto che sia bisogna partire da quello che si è visto nel terreno di gioco. La squadra in campo ha dato l’anima. L’avversario non era alla portata dell’Avellino. L’impresa era ai limiti dell’immaginabile. Nemmeno grinta e cuore ai massimi livelli son serviti contro una delle squadre più forti al mondo. Ma ci mancherebbe. Questo lo sapevano tutti. Era tutto preventivabile. Se vogliamo già tutto scritto. I lupi erano la vittima sacrificale della Juventus di Antonio Conte.

Per fortuna i mitici 2500 cuori biancoverdi dello Juventus Stadium non erano lì alla conquista del risultato. Ma erano lì tutti alla conquista della gloria e della gioia. La tifoseria avellinese si è dimostrata davvero scatenata, folle, ai limiti dell’incredibile. Pazza perché ha incitato i ragazzi, da prima del via, a dopo il triplice fischio. Non ha smesso un attimo solo. I telecronisti e radiocronisti Rai non avevano più parole per descrivere cosa accadeva sugli spalti. Dopo la consueta sciarpata biancoverde, lo Juventus Stadium si è sciolto in una spontanea e commovente standing ovation. Il tutto è partito dagli ultras della Juventus. Proprio loro. Quelli che più hanno gradito lo show messo in atto nel settore ospiti. Mai davvero così bello quello spicchio di stadio. La prova inconfutabile l’han data gli stessi ultras della Juve. Dalle loro ugole son partiti i cori “Avellino olè” e “Tornerete in Serie A”. Avellino e i suoi tifosi hanno apprezzato e ringraziato successivamente pur non unendosi ai successivi cori di sfottò verso i napoletani. Anche in quest’ultimo caso la tifoseria biancoverde ha dimostrato che la classe non è acqua. Avellino e l’intera provincia ne hanno da vendere. Quando si tratta di calcio siamo superlativi. Lo siam da sempre. E gli juventini si sentono ancora amici di un popolo così magnifico in grado di creare uno show unico.

Ma lo spettacolo c’è stato anche prima della partita. Sui pullman e negli autogrill si è cantato, mangiato, divertito, discusso. Di tutto di più insomma. Ma l’apice dello splendore lo si è raggiunto nel tardo pomeriggio davanti allo Juventus Stadium. Passeggiare intorno allo stadio e ai suoi negozi equivaleva incrociare tifosi biancoverdi ovunque. I colori dell’Irpinia erano in ogni dove. C’erano persone in cerca di un cimelio (anche e soprattutto della Juventus). Persone in cerca di uno scatto fotografico da conservare nei propri book fotografici. Persone che semplicemente cercavano un bagno o un attimo di riposo dopo ore e ore di viaggio.  E infine, giusto per completare il cerchio, c’era il sottoscritto, a lungo alla ricerca di una presa elettrica dove caricare il telefono (con esiti positivi). Il solo esserci in quel momento dava i brividi. Sembrava di stare a casa. Il resto dello spettacolo non lo si può descrivere. Il tutto è stato ben documentato da me con tante foto che potrete trovare in fondo all’articolo (prima parte con le 90 foto della digitale, seconda con le altre 23 del telefono).

Per diritto di cronaca bisogna dare spazio anche al match. Rastelli sorprende nuovamente tutti. Herrera e Di Masi dentro dal primo  minuto. Fuori Schiavon, Seculin e Galabinov. Antonio Conte vara un ampio turnover, con Marchisio faro del centrocampo ed Ogbonna a guidare la difesa. Davanti Quagliarella e Giovinco. L’impatto dei lupi sulla gara è buono. Ma al 6° Togni commette una sciocchezza perdendo palla sulla trequarti. Quagliarella è abile a rubare il pallone al brasiliano e a servire Giovinco. Il fantasista sposta la palla sul destro e il tiro alla Del Piero va a togliere le ragnatele dal sette. Bianconeri subito in vantaggio. Passano appena otto minuti e giunge il raddoppio. Punizione sulla destra di Giovinco e palla al centro per Caceres che in scivolata impatta la palla quel tanto che basta che farla scorrere in rete. 2-0. Reazione di cuore dell’Avellino. Ma di fronte non ci sono Trapani, Spezia e Cesena (giusto per citare le ultime avversarie). La Juventus non lascia giocare e spinge trovando anche il terzo goal con Quagliarella. Il colpo di testa dell’ex Napoli è forte e preciso. Di Masi ci arriva ma non è impeccabile e la sfera finisce nuovamente nel sacco. Il 3-0 sta bene alla Juve che smette di macinare gioco offensivo, passando ad una più tranquilla fase di contenimento. Solo Castaldo riesce a rendersi pericoloso cercando la profondità. Il guardalinee però nota ogni singolo offside dell’attaccante biancoverde. Nella ripresa son vani gli innesti di Schiavon e Galabinov per cercare la via del goal della bandiera. Non ‘è davvero gara. Unica vera occasione irpina sulla testa di Castaldo che però mette la sfera sull’esterno della rete. La passerella della Juventus finisce tra gli applausi dei sostenitori di casa e tra i cori assordanti del popolo irpino. L’unico scopo dei tanti supporters biancoverdi era esserci. Per passare una giornata di grande sport. Per appartenenza ad una terra che si ama. Per amore di quei colori che dopo tanti anni tutta Italia ha potuto ammirare ed apprezzare a livello nazionale. Signori, questa è Avellino, questa è la sua provincia. Quando vogliamo noi siamo grandi. Quando vogliamo… Siamo semplicemente UNICI.

 

Ecco tutte le foto scattate dalla macchinetta digitale (16 mpxl), prima che mi abbandonasse 5 minuti dopo la fine della partita.

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Ecco invece i 23 scatti realizzati con il mio telefono (fotocamera 5 mpxl)

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