L’Avellino non ha bisogno di occasionali o professori, ma solo di veri tifosi

Come volevasi dimostrare. Basta una sconfitta e l’entusiasmo delle scorse partite già è scomparso. Tutti pronti con i fucili puntati a sparare sentenze: su Rastelli, sulla squadra e sul malcapitato di turno Luca Bittante. Sparate pure a zero tanto non cadranno. I lupi sono più forti di prima, più affamati di prima. C’è chi arrivava in curva con il suo fare da professore con i suoi giudizi da tecnico di turno, ma alla fine non sa nemmeno chi è in campo anzi spara sentenze del tipo: “Ma Millesi perché non entra?”. Gente che fa solo del male all’Avellino. Personaggi pronti a fischiare, ne hanno il pieno diritto visto che pagano il biglietto. Ma le critiche vanno bene fino ad un certo punto. Perché questa squadra, questo Avellino ha battuto squadre di un certo blasone: Livorno, Catania ed addirittura la capolista Carpi. Preferisco non dirvi quanti biglietti sono stati venduti per la partita contro il Varese. Non abbiamo un pubblico all’altezza della nostra Provincia. Quelli che mancano all’Avellino oggi, sono i tifosi, che si infiammano per le vittorie che non abbandonano la squadra dopo un ko. Gli altri, quelli storici, sono sempre al proprio posto. Dalla Curva Sud agli storici della Tribuna Terminio. Ci si è sempre interrogati sul fenomeno delle presenze al Partenio-Lombardi, ma alla vigilia di una sfida importante, quello che più conta, è il risultato della squadra. Non è una questione di occasionali o no. E’ questione che se vieni allo stadio devi sostenerla nel bene o nel male, come una sorta di matrimonio. L’amore quello vero, non deve subire critiche. Sosteniamo questi ragazzi, questa squadra e questa società, perché loro ci credono.

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