Mercato chiuso: va via Dia, restano Abero e Massimo.

De Vito è tornato da Milano con un pugno di mosche in mano. Restano in biancoverde sia Abero che Massimo. Parte solo Dia. La corsa all’esterno è naufragata di fronte al no secco della Ternana sulla cessione di Zito. A quel punto l’Avellino doveva scegliere. O ripiegare su un secondo nome (Ashong, Marzoratti, Garofalo) oppure lasciare tutto come era. Naturalmente il tempo stringeva e la difficoltà di cedere Aberò è naufragata di fronte al no secco del Bologna: voi lo avete voluto e adesso voi lo tenete.
Difficile conoscere nei dettagli come sia andata realmente la cosa. Di certo c’è solo una certezza. Il calciomercato è chiuso, non è partito nessuno eccezion fatta per Pape Dia rientrato all’Udinese e Rastelli si trova con 7 centrocampisti in rosa e la respknsabilità di dover a tutti i costi rimotivare calciatori che ormai erano già dati partenti e tenuti naturalmente fuori da qualsiasi discorso tecnico. Con questi uomini si dovrà andare avanti fino alla fine del campionato. Con questi uomini, se possibile,si dovrà cercare di raggiungere l’obiettivo play-off.
La gara di ieri ha comunque offerto spunti interessanti. Ciano ha dimostrato di essere un ottimo acquisto. Decarli lo si è intravisto già a Novara e al di là della follia allo scadere è sembrato un buon centrale. Ladrière va recuperato (non se ne parlerà prima di un mese e mezzo), Pizza (squalificato ieri) potrebbe quasi clamorosamente bagnare il suo esordio con la maglia dei lupi a Terni vista la squalifica di Eros Schiavon.
Abbondanza sulla mediana con Togni che resta un pò l’oggetto misterioso di questa squadra visto che ormai, anche alla luce del nuovo modulo provato da Rastelli, potrebbe essere definitivamente tagliato fuori da ogni eventuale discorso di vederlo titolare dal primo minuti. Della gara di ieri restano due cose: la certezza che da un punto di vista fisico l’Avellino c’è e l’altro elemento è che la squadra ha ritrovato il cuore perso a Novara. E va dato atto a Rastelli nella confusione totale deglòi ultimi 10 minuti di aver trovato la lucidità giusta nel rischiare Biancolino come boa centrale, affiancargli Castaldo a sinistra e Galabinov a destra con Ciano dietro.
Questo Avellino sa, ora, a chiusura del calciomercato che resta una utilitaria. Magari leggermente accessoriata ma pur sempre una utilitaria. Che ha davanti a sè tanti chilometri da percorrere. Al manutentore Rastelli il compito di farla rodare, di non farla mollare per restare agganciati nei primi posti della classifica con il gruppone che sale e risale e con una classifica che si farà sempre più corta.
Al di là di tutto impensabile attendersi il colpo milionario. Perchè l’Avellino non lo ha nelle corde per politica societaria. Ecco quindi che bisognerà raschiare il fondo a più riprese, dare il massimo e non mollare mai perchè il Latina che si è presentato con fior fiori di calciatori (squadra completamente stravolta rispetto a quella dello scorso campionato) non meritava di uscire dal Partenio-Lombardi vittorioso. Un punto ci sta nell’economia di un campionato che vede la formazione biancoverde ancora prima per punti realizzati in casa. Ora, a bocce ferme e calciomercato concluso, finalmente non si fantasticherà più.
L’Avellino è questo e deve giocarsela. Fino alla fine. Deve tentare, continuare a coltivare il sogno ma senza fare proclami. Abbassiamo i riflettori. E lasciamoli allenarsi come devono. Poi, quello che verrà, verrà.

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