Modulo indovinato e un ritrovato Ladrière: le carte vincenti di Rastelli

IMG_3567-corriere«Squadra che vince non si cambia» recita un celebre detto calcistico. Per Massimo Rastelli ed il suo Avellino è stata la scelta del modulo di gioco, invece, il fattore decisivo nella terza vittoria del girone di ritorno, la seconda casalinga. Nella sfida contro il Crotone, il tecnico di Torre del Greco è ritornato a spolverare il 4-3-1-2, già  impiegato nella vittoriosa trasferta al “Castellani” di Empoli dello scorso 7 marzo. In quel caso la formazione biancoverde entrò nel terreno di gioco con una novità nello schieramento dell’undici iniziale rispetto alla precedente gara casalinga col Pescara. Lo stesso è avvenuto nell’instabile pomeriggio meteorologico del “Partenio – Lombardi” col mister dei biancoverdi che non ha confermato il 3-5-2 del derby con la Juve Stabia. Determinante è stata, inoltre, la scelta degli attori. A partire dal reparto arretrato con il muro eretto da Izzo e Peccarisi in mezzo all’area, passando per Romulo Togni nell’impostazione della manovra fino a Ladrière, schierato alle spalle del duo Castaldo – Galabinov. Una posizione che ben si sposa con le caratteristiche offensive del trequartista belga ha sempre offerto buoni spunti ogni qual volta il suo allenatore ha deciso di puntare sulle sue qualità in quella zona del campo. E contro i pitagorici l’ex Tubize si è ben comportato fra le due linee di gioco, rendendosi utile in fase di non possesso nell’andare a disturbare i vari Crisetig e Mazzotta. Non sono mancate delle giocate di alta scuola da parte del nativo di Kaaie alla ricerca del suo primo goal in maglia biancoverde. C’ha provato a sbloccarsi alla casella marcature l’Mvp del successo contro i ragazzi di mister Drago, Eugenio Romulo Togni. Gli applausi ricevuti dal pubblico al momento della sostituzione testimoniano la riconciliazione tra il calciatore brasiliano ed una piazza che non si è tirata indietro dal criticare le performance dell’ex Pescara, fermato nel corso di questa stagione da una serie di infortuni che ne hanno limitato il suo utilizzo. La sua regia, i chirurgici lanci all’indirizzo dei compagni, quella personalità vistasi a sprazzo nelle altre circostanze, hanno permesso all’Avellino di avere l’inerzia dalla propria parte per larga parte dell’incontro. Una letterale “Resurrezione” quella del numero quattordici biancoverde che aveva dato cenni di crescita fin dalla trasferta del Giovedì Santo al “Menti”, dando così ragione a Rastelli di voler credere alle sue doti  in questo scorcio di campionato. Un concetto ribadito a fine gara dinanzi a taccuini e microfoni. Per Togni l’ora del riscatto è finalmente arrivata.

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