Padova – Avellino, il punto: primo tempo da dimenticare.Biancolino – Soncin spreconi

biancolinoUn primo tempo come quello visto ieri sera allo stadio “Euganeo” nessuno l’avrebbe immaginato. Eppure l’Avellino è riuscito nella difficile missione di subire due reti nell’arco di 120” da parte di un Padova già retrocesso ma bravo a punire due errori della retroguardia campana, apparsa impreparata sulle due azioni di marca padovana che hanno richiamato alla mente gli errori cui ci ha abituato nei recenti match: gli ormai celebri colpi di testa subìti negli appuntamenti contro Trapani e Modena. La spaccata di Diakite nel cuore dell’area avellinese è la fotografia del brutto primo tempo recitato dalla coppia centrale Decarli – Pisacane, andata spesso in difficoltà contro la velocità del duo formato dalla punta africana e da Melchiorri.  Uno svantaggio figlio anche di un atteggiamento mentale completamente sbagliato che ha portato Zappacosta e compagni ad attendere troppo spesso nella propria metà campo le mosse dell’avversario e subire in maniera eccessiva le numerose iniziative degli avversari. Di certo i ritmi blandi con cui i biancoverdi hanno dato inizio al match, attendendo di sapere cosa stesse accadendo sui campi delle dirette concorrenti all’accesso dei playoff, hanno reso innocua la squadra di Massimo Rastelli per i primi trentatré minuti di gioco favorendo le iniziative di Diakite e soci che hanno ringraziato chiudendo in vantaggio la prima frazione. Il dato che maggiormente spicca riguarda il sostanziale equilibrio nel numero delle occasioni da rete collezionate dagli irpini nei primi 45’ di gara alla luce della differenza di motivazioni che interessavano le due sfidanti: i veneti hanno concretizzato due palle goal sulle quattro chance avute a disposizione dai vari Diakitè e Melchiorri. L’Avellino, al contrario, ha trovato dinanzi a sé un buon Mazzoni che in più di una circostanza è riuscito a salvare il vantaggio per il suo club, aiutato in qualche frangente dalla buona sorte come nel caso della traversa colpita da Andrea Soncin, in ombra rispetto alla gara di cinque giorni fa contro la Reggina quando in due occasioni era andato vicino alla gioia del goal. Quella sensazione accarezzata dal lupo nel corso della ripresa con quel tiro di Biancolino, calciato alto a porta libera, che ha strozzato sul nascere l’esultanza di Rastelli convinto dalla necessità di variare lo schema tattico, schierando due punte e due fantasisti senza riuscire a centrare la parità che avrebbe permesso di interrompere la striscia negativa in trasferta e rendendo meno amaro il rientro negli spogliatoi      

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