Taccone rifiuta 2.5 milioni dall’Udinese per la metà di Zappacosta

Quanti di voi hanno ancora aggettivi per descrivere la gesta di Davide Zappacosta? Quanti di voi, tre anni fa, avrebbero mai immaginato che l’esterno ciociaro sarebbe giunto così in alto? Eppure ce l’ha fatta. Zappacosta è già tra i migliori esterni della Serie B. E dopo appena qualche convocazione è anche un punto fisso dell’under21. Orgoglio tutto avellinese. Un biancoverde in nazionale non si ricordava dai tempi del grande Nando De Napoli. E non è tutto. Il brillante ragazzo di Sora non si limita a giocare bene. Il ciociaro incanta le platee. Ovunque giochi si fa apprezzare per le sue qualità. Su quella fascia è un continuo attaccare e difendere ad alti livelli. I suoi cross sono precisi. Il suo destro è di quelli da custodire e preservare gelosamente (a Novara ne sanno qualcosa). E all’Avellino il buon Zappacosta sta migliorando anche nel suo tallone d’Achille. Cioè la fase difensiva. Quel ragazzo impacciato è un ricordo lontano. In principio fu Bucaro a dargli fiducia. Con lui Zappacosta mosse i primi passi verso ciò che sarebbe diventato negli anni a venire. Con Rastelli invece l’esplosione completa. Sia come ala offensiva che come terzino. Un piccolo prodigio del calcio italiano. Un esterno che oggi in Italia fatica a trovarsi. Se vogliamo azzardare un paragone, Zappacosta ricorda un po’ Gianluca Zambrotta. L’esterno ex Juventus, Barcellona e Milan è stato l’esterno italiano più forte e completo dello scorso decennio. Davide Zappacosta gli somiglia davvero tanto.

Il ragazzo di Sora è un patrimonio dell’Avellino. Tutto merito del solito Enzo De Vito. Il direttore sportivo ha creduto fin da principio nelle (allora acerbe) qualità di Davide. Oggi il cartellino è a metà tra l’Atalanta di Pierpaolo Marino e la società biancoverde. Prima o poi Zappacosta abbandonerà l’Avellino. La sua crescita è devastante e non va a pari passo con quella dei lupi. Già oggi forse potrebbe giocare in Serie A. Il livello della massima serie si è abbassato molto, e l’impiego di Zappacosta in squadre di medio bassa classifica non è fantacalcio. Ma quanto vale il numero 2 biancoverde? E’ già possibile azzardare delle cifre. Ovviamente si parla di tanti bei soldi. Voci vogliono l’interessamento dell’Udinese. La società di Pozzo avrebbe offerto 2.5 milioni all’Avellino per avere la metà del cartellino. Offerta valida per Gennaio. Taccone ha gentilmente rifiutato. Ovviamente l’Avellino non se ne libererà. Non subito. Bisogna valorizzare al massimo il calciatore. Possibile invece l’addio a Giugno. Le grandi squadre italiane stanno alla finestra. Non possono più  permettersi grandi investimenti in termini di calciomercato. Allora si puntano i giovani. Zappacosta è entrato da tempo nel mirino dell’Inter. L’Atalanta osserva con occhio distante ma attento. Quando si intavolerà una vera trattativa entreranno in gioco anche gli orobici. Ma il futuro prossimo di Davide è ancora al Partenio. Dinanzi al magico pubblico irpino. E lo sarà ancora per tanto.

Fonte: IL CORRIERE DELL’IRPINIA

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