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Avellino, focus sulla Primavera: chi sono i giovani chiamati da Ballardini?

Il tecnico ravennate pesca dall'under biancoverde: la squadra di Molino sta vivendo una stagione incredibile, con tanti giovani che si stanno mettendo in mostra

Avellino Primavera, lo zoccolo duro di Molino

Vignoli, Volpe e Giunto, invece, sono un blocco importante del gruppo di Molino. Il primo, capitano dei lupacchiotti, sta vivendo una stagione spaziale. Dopo gli infortuni di Aloisi e Manzo, il tecnico biancoverde ha dovuto stravolgere gli equilibri, dovendo adattare qualcuno nel ruolo di centrale di difesa. Il prescelto è stato proprio il 6, che da centrocampista a difensore ha compiuto un vero e proprio salto di qualità: uno di quelli che può cambiare la carriera. Le sue peculiarità si sposano alla perfezione con i dettami di Molino, che ha compreso fin da subito di aver trovato la ciliegina al reparto. Dominanza fisica, abilità nei duelli aerei, ma anche in quelli da terra, con innumerevoli palle recuperate, soprattutto negli anticipi. Strappo da corridore, che lo rende capace di difendere anche molto alto, oltre che, più e più volte, di progredire offensivamente annichilendo il pressing avversario. Piede da centrocampista, ovviamente, il che lo rende un’arma anche per via dei lanci lunghi, che permettono ai lupi allargare il gioco quando c’è necessità.

Volpe, invece, anche lui difensore, è un classe 2006 (il più “anziano” del gruppo insieme a Mellino) con caratteristiche differenti ed è giunto ad Avellino dal Cagliari in estate. Ha qualità invidiabili nella protezione dell’area di rigore, sfrutta a pieno i suoi centimetri nei duelli aerei, rivelandosi prezioso sulle palle inattive. Ha perso titolarità nell’ultimo periodo, ma Molino non lo ha mai fatto uscire dalle rotazioni, facendo affidamento su di lui nei momenti di difficoltà. Come nell’ultima partita con il Perugia, quando ha dovuto ricoprire il ruolo di terzino sinistro successivamente all’espulsione di Mellino.

Emanuele Giunto è un centrocampista box to box, con abilità di corsa, che lo rendono il primo cambio di Molino a centrocampo. Ha strappo, potenza nelle gambe, buona progressione ed anche spirito di sacrificio nella fase difensiva. Un’arma dalla panchina, utile quando i ritmi si abbassano, per dar maggiore ritmo alla linea a 3.

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