La neonata Nazionale di Crimea

La neonata Nazionale di Crimea

La Crimea dall’11 marzo del 2014, si è dichiarata indipendente, per poi aderire alla Federazione Russa a seguito del referendum del 16 marzo dello stesso anno.
Yuri Vetokha, presidente della Federcalcio della Crimea ha annunciato la nascita della Nazionale di Crimea, aggiungendo che la selezione calcistica della Crimea aderirà alla CONIFA, la federazione internazionale, fondata nel 2013, alla quale sono affiliate le squadre di calcio delle Nazioni e degli Stati senza un riconoscimento internazionale.

Il contesto internazionale nell’est europeo è molto complicato. Le notizie sono col contagocce, almeno nei media italiani, riguardo l’andamento della guerra in Ucraina e la gestione della situazione delicatissima nel Donbass e in Crimea.

La Crimea, ex territorio Ucraino, da sempre punto di riferimento per la politica estera verso l’ Europa della Russia, fu conquistata nel 1784 dalla zarina Caterina II e poi donata all’ Ucraina nel 1954 per festeggiare i 300 anni dal trattato di Perejaslav, il trattato che legò la storia di Russia e Ucraina, attualmente scenario di un complesso quadro geopolitico.

La Crimea dall’11 marzo del 2014, si è dichiarata indipendente, per poi aderire alla Federazione Russa a seguito del referendum del 16 marzo dello stesso anno. La comunità internazionale non riconosce questo status, tant’è che attualmente è considerata come stato formalmente occupato dall’esercito russo, Russia de facto, Ucraina de iure.

Yuri Vetokha, presidente della Federcalcio della Crimea (Crimea Football Union) ha annunciato la nascita della propria nazionale, aggiungendo che la selezione calcistica della Crimea aderirà alla CONIFA (Confederation of Independent Football Associations),  la federazione internazionale, fondata nel 2013, alla quale sono affiliate le squadre di calcio delle Nazioni e degli Stati senza un riconoscimento internazionale, delle minoranze etniche, dei popoli senza Stato, delle regioni e delle micronazioni non affiliate alla FIFA, giocherà indossando i colori nero, rosso e blu.

img_skchf_tsk_160305_03_wmoph_1457361869_900_507Accuse pesanti da parte di Yuri Vetokha nei confronti di Kiev, che insieme con le potenze occidentali si rifiuta di riconoscere l’annessione, vedendo la creazione di una squadra nazionale di Crimea come una violazione del diritto internazionale.

Il riconoscimento da parte della FIFA, sostiene il presidente della Federcalcio della Crimea, non verrebbe ben vista a livello internazionale e porterebbe ad un coinvolgimento della stessa FIFA verso la comunità internazionale.crimean-premier-league-

Nel dicembre 2014, la UEFA si è resa protagonista col divieto di partecipazione dei club di Crimea nel campionato Russo a partire dal 1 gennaio 2015. Diversamente da quanto accade invece in Israele, dove si è espresso anche l’ONU. Qui il caso israeliano.

Sulla questione, è intervenuto, tempestivamente, l’ex vicepresidente della FIFA, Vyacheslav Koloskov,  sottolineando che il primo ostacolo è rappresentato dalla Federazione Calcistica dell’Ucraina, che opponendosi, impedirebbe alla neonata Crimea di poter disputare qualsiasi genere di partita ufficiale. Tutto volto a limitare qualsiasi iniziativa in Crimea. Basti pensare che in Ucraina con una situazione nel Donbass non è del tutto tranquilla, spostando squadre di calcio dai territori filorussi. Qui un analisi.

“Ad ora la selezione della Crimea può disputare della partite solo previa autorizzazione della Federcalcio dell’Ucraina e, di conseguenza, non possono organizzare nulla di ufficiale, in quanto non sono riconosciuti come una federazione indipendente all’interno della FIFA e della UEFA, risultando ancora sotto la giurisdizione della Federcalcio ucraina.”

La CONIFA ha confermato l’ipotesi di affidare l’organizzazione della III° CONIFA World Football Cup proprio alla Crimea. Una competizione, uguale al mondiale FIFA a cui tutti noi siamo abituati a vedere, solo che i partecipanti sono nazionali non riconosciute, si tiene ogni due anni e le uniche due world cup organizzate sono state vinte nel 2014 dalla Contea di Nizza e nel 2016 dalla Abkhazia o Abcasia, territorio caucasico, rivendicato dalla Georgia ma de facto indipendente, sostenuto anche quest’ultimo da Mosca.

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L’idea di una squadra nazionale di Crimea potrebbe suscitare l’ira di Mosca, dove molti potrebbero vedere nella nascita di una nazionale di calcio un senso di abbandono, un ostacolo all’integrazione alla Federazione Russa, sconvolgendo in un colpo solo il sentimento nazionale russo presento nel territorio.

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