Tavecchio e la rivoluzione di Serie B: campionato a 20 squadre e 3 retrocessioni

Tavecchio e la rivoluzione di Serie B: campionato a 20 squadre e 3 retrocessioni

Carlo Tavecchio rieletto presidente della Figc ha già ben in mente cosa fare per dar continuità al sul progetto di calcio iniziato col suo primo mandato nel Luglio del 2014. Un calcio sostenibile a partire dalla Serie B, la lega degli italiani rappresenta il cardine della rivoluzione “Tavecchiana”.

Carlo Tavecchio rieletto presidente della Figc ha già ben in mente cosa fare per dar continuità al sul progetto di calcio iniziato col suo primo mandato nel Luglio del 2014. Un calcio sostenibile a partire dalla Serie B, la lega degli italiani rappresenta il cardine della rivoluzione “Tavecchiana”.

Attualmente ci sono 22 squadre in Serie B, con un ricambio stagionale di 7 squadre fra promozioni e retrocessioni, 1/3 di squadre nuove ogni campionato. La presenza del famoso paracadute di sicuro aiuta le squadre neo retrocesse dalla massima serie per capir bene il progetto da adottare, o una promozione fulminea o abbattere i costi nella prima stagione di Serie B, il che crea molti problemi alle squadre in caso di fallimento dell’obbiettivo.

Tavecchio guarda la Serie B con un occhio rivoluzionario, portare la Serie B a 20 squadre, con 2 promozioni e 3 retrocessioni, ovvimente questo vorrebbe dire riformare la Lega Pro che passerebbe da 60 squadre a 40 squadre divise in due gironi con tre promozioni.

La riforma andrebbe di pari passo con la nuova ridistribuzione dei soldi della mutualità. Dal prossimo anno, con il decreto fiscale di novembre 2016, Serie B e Lega Pro non potranno più utilizzare i soldi dei diritti TV che arrivano dalla massima serie, per coprire i costi di gestione. La nuova redistribuzione destinerà il 6% alla serie cadetta e il 2% alla Lega Pro. Ma questi soldi arriveranno solo a titolo di ‘rimborso‘ per eventuali costi sostenuti per infrastrutture e settore giovanile.

Come già accentovi, in assenza di un nuovo emendamento che riporti tutto all’origine, i massimi dirigenti delle squadre di serie B, sono pronti ad inscenare una clamorosa protesta. Quella di non far scendere in campo le proprie squadre nel prossimo torneo di serie B 2017/2018. L’ipotesi, ora più di ieri, è prossima a diventare realtà.

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