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Ballardini: “Con il Palermo chiari e compatti. Tutti recuperati, porteremo solo sei attaccanti”

Le dichiarazioni dell'allenatore biancoverde alla vigilia del match del "Barbera"

Archiviata la sosta per le Nazionali, torna in campo anche la Serie B. Riflettori puntati sul “Barbera” per la sfida tra Palermo e Avellino, uno dei due anticipi pasquali della 33esima giornata. Sfida tutt’altro che semplice, con i rosanero ancora aggrappati al sogno della promozione diretta in Serie A, con il gap da Monza e Frosinone che si è assottigliato, riaccendendo le ambizioni degli uomini di Inzaghi. L’Avellino, invece, cerca punti pesanti dopo il ko di Marassi per allontanare ulteriormente la zona playout, senza perdere di vista un clamoroso inserimento nella corsa playoff, ancora alla portata.

Alla vigilia del match, a presentare la sfida è stato il tecnico dell’Avellino, Davide Ballardini, intervenuto in conferenza stampa.

Le dichiarazioni di Ballardini

Sulla sosta e il lavoro svolto: “Questa sosta ci ha consegnato dieci giorni di allenamenti belli, intensi, fatti insieme. Abbiamo recuperato tutti i giocatori, tranne Reale. Chi era ai margini della squadra ora è più inserito nel gruppo”. Sull’atteggiamento e i risultati: “Se non meritiamo il risultato con una prestazione importante, non veniamo premiati, è una conseguenza molto chiara. Se invece mettiamo in campo l’atteggiamento giusto, la chiarezza e l’intensità necessarie, allora ce la giochiamo e possiamo ottenere qualcosa. La Sampdoria non ha fatto chissà cosa contro di noi, ma noi abbiamo il dovere di fare di più. Il premio arriva solo se noi facciamo di più”.

Sui punti di forza del Palermo: “Segna molti gol ed è molto forte anche sulle palle inattive. Hanno giocatori che calciano bene corner e punizioni, oltre a elementi con grande fisicità che attaccano la palla. Noi nelle ultime gare abbiamo subito qualche gol, ma ne abbiamo anche segnati. La nostra organizzazione prevede attenzione nelle posizioni e nell’attacco alla palla, con particolare cura verso chi arriva a concludere. Ci siamo allenati e vogliamo migliorare ancora”. Proprio sulle soluzioni offensive: “Abbiamo provato diverse soluzioni per valutare tutti i giocatori. Porteremo sei attaccanti. Poi giocherà chi in quel momento sta meglio. La cosa positiva è avere ragazzi responsabili e consapevoli che capiscono anche le scelte. Chi non gioca è dispiaciuto, ma comprende. Favilli? Ha fatto una buona settimana, ha svolto gran parte degli allenamenti. A volte si è fermato per un po’ di indolenzimento, ma sta lavorando per essere in linea con la squadra”.

Sul doppio trequartista dietro la punta: “Pensiamo che questa sia la disposizione giusta. Abbiamo Favilli, Tutino, Biasci che sono attaccanti. L’unico trequartista offensivo è Insigne, eventualmente anche D’Andrea, ma sarebbe adattato”. Sulla chiave della partita contro il Palermo: “Dovremo stare attenti a tutto, agli attaccanti, agli esterni, ai centrocampisti che si inseriscono e anche ai difensori che creano superiorità. Serve avere chiaro ciò che si vuole fare. Bisogna essere bravi in tutti i momenti della partita, con chiarezza, personalità e qualità”.

Sul fattore “Barbera” e l’incrocio personale dopo 10 anni: “Conosco benissimo lo stadio, è bello, caldo, ti spinge. È un ambiente che sprona, con un forte attaccamento alla squadra. Ritrovo il Palermo dopo dieci anni. Ricordo il presidente Zamparini, che ringrazierò sempre perché ci portò a certi livelli. In quella stagione mi diceva spesso che eravamo più forti. L’anno dopo ci salvammo, ma alla seconda giornata, dopo il pareggio a San Siro con l’Inter, mi dimisi. Dissi ‘ se non c’è collaborazione diventa difficile lavorare’. Quell’anno, poi, il Palermo retrocesse”.

Sui tifosi che seguiranno la squadra: “Innanzitutto auguro una buona Pasqua a tutta la comunità. Speriamo di fare una grande partita. Noi dobbiamo mettere tutto quello che abbiamo. La gente vede l’impegno, l’atteggiamento, la voglia. Uscire dal campo sapendo di aver dato tutto sarebbe il regalo più bello per i tifosi”. Che partita aspettarsi: “Il Palermo farà la sua solita gara, aggressiva, con tanti uomini in attacco. Ma se accettiamo tutto passivamente significa che non abbiamo capito nulla. Dovremo essere compatti, chiari e cercare di farli esprimere il meno possibile”.

Sguardo anche alla mancata qualificazione ai Mondiali dell’Italia e sull’inizio di un nuovo corso: “Non può mancare la competenza. Spesso non si dà spazio alle persone competenti, e questo accade anche in altri settori. Non si rispettano i ruoli e chi non ha competenze prende decisioni al posto di chi dovrebbe farlo. Bisogna scegliere persone serie”. Sguardo anche all’esperienza di Daffara, convocato in Nazionale Under 21: “Ha 20 anni. All’estero a questa età giocano già da tempo, in Italia è ancora considerato giovane. La convocazione è meritata, ma è solo l’inizio, deve crescere ancora tanto. Spero vada in Nazionale per giocarsi le sue carte alla pari. L’esperienza serve, ma deve essere uno stimolo a migliorarsi. Se giocherà? Non rispondo”.


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