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Vitucci: “La vittoria con Pesaro sarà un passaggio obbligato”

Vincere per proseguire il percorso di crescita e sbloccare la casella delle vittorie. Ne è consapevole la Sidigas Avellino che domenica alle ore 18:15 sarà impegnata nel primo di due appuntamenti casalinghi consecutivi. Avversario di turno la Consultinvest Pesaro: «Per noi quella di domenica si presenta come una tappa obbligata, una sorta di passaggio a Nord. Ovest. – afferma coach Frank Vitucci – La squadra deve vincere la sua prima gara in campionato ed è l’aspetto più importante. Deve essere la dimostrazione di un percorso di crescita domenica dopo domenica, cercando di eliminare le lacune che ci hanno penalizzato nel corso della partita cui sono arrivate due sconfitte nelle due partie. A Cantù gli ultimi 5’ giocati ci sono costati la partita, rendendo vano tutto il lavoro svolto nei trentacinque minuti di gioco precedenti. Queste due gare sono fondamentali anche da questo punto di vista. I ragazzi hanno il desiderio di mostrare che la squadra sta maturando. E mi auguro che il percorso possa velocizzarsi il più velocemente possibile». Sul parquet ci saranno due roster con un età media molto giovane e il tecnico veneziano tiene alta la concentrazione: «Pesaro è una squadra con giocatori giovani ed interessanti e per questo è un’avversara molto insidiosa perché dalla sua ha molta sfacciataggine in senso sportivo, pericolosa nel gioco 1vs1, buon talento e ragazzi che sono atletici e quindi bisognerà esser bravi a contenere la loro veemenza con tanta costanza difensiva. E’ un avversario da trattare con rispetto e mettere le mani sul match». Vitucci chiarisce anche come la pressione possa assumere una sfumatura a favore dei suoi giocatori: «Dobbiamo dare un certo imprinting che è quello del campionato e bisogna pungularli un po’ tutti». Nelle precedenti due uscite fatali sono stati gli errori commessi nei minuti finali. Un copione assolutamente da evitare: «E’ chiaro che se negli ultimi minuti perdiamo due palloni e sui quali veniamo puniti automaticamente. E come scalare la cima della montagna e gli ultimi passi sono i più faticosi ed è quello su cui noi stiamo lavorando». La settamana di allenamenti ha fatto registrare interessanti passi in avanti in termini di intensità: «Dal punto di vista dell’intensità è un gruppo che lavora abbastanza bene e che non si tira indietro e che si riconosce subito quando è stanco un po’ per la giovane età. Però sicuramente possiamo essere abbastanza tranquilli che l’impegno non mancherà. Si è spinto molto e l’allenamento di giovedì è stato intenso da questo punto di vista».

Secondo Vitucci il 3/17 da tre punti contro Cantù non rappresenta assolutamente u dato di cui preoccuparsi: «Una volta può andare bene una statistica, un’altra volta c’è un dato che non può ritenersi sufficiente. La percentuale di Cantù non mi preoccupa anche perché conosciamo tutti la difficoltà nel giocare su un parquet come quello brianzolo».

Vitucci, inoltre, è fiducioso che il raggiungimento della forma sia dietro l’angolo: “Ci vorrà ancora qualche partita e mi auguro che questo non costituisca un alibi. La squadra ha margini importanti e deve trovare le chiavi giuste nei momenti cruciali. Sono convinto che questo gruppo crescerà e avrà le soddisfazioni che merita».

Su Cadougan, che domenica scorsa ha debuttato in Italia, dice: «Fare l’esordio non era facile visto che ha debuttato a Cantù contro un suo ex compagno di College. Devo riconoscergli che si è allenato bene nelle ultime due settimane». In ombra in queste prim due uscite Marc Trasolini: «Non credo che partire dalla panchina possa rappresentare un limite perché aveva già chiaro quale sarebbe stato il suo ruolo prima di arrivare qui. Non è rookie in assoluto; è un giovane con tanto da imparare».

Anche per Harper la definitiva esplosione è soltanto questione di tempo: «E’ sul percorso di crescita come altri. L’impatto con il campionato è stato brusco, è stato condizionato dai falli. Anche su Justin sono molto fiducioso e che prova a migliorarsi ogni giorno. Deve capire che c’è enorme differenza tra il torneo israeliano e quello italiano».


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