Come nei peggiori incubi che, puntualmente, ritornano di notte in notte, ormai le stagioni della Scandone vengono scandite dagli stessi, bruttissimi, inquietanti episodi. Episodi che, ormai, stanno diventando macabri rituali, vista la somiglianza e la cadenza con la quale si ripetono. Nell’ordine: una campagna acquisti che, per ritardi e completa strafottenza, deve essere modificata in corso d’opera, un inizio di stagione accompagnato da tante speranze, puntualmente disilluse dopo (massimo) tre giornate di campionato, un crollo verticale alle prime difficoltà (quest’anno l’episodio scatenante sono stati gli ultimi 3 minuti della gara casalinga con Brindisi del 29 dicembre), un lodo che blocca il mercato in entrata, eventuali nuovi arrivi che arriveranno quando non servirà e, con stasera, anche la protesta (inevitabile, giustissima, sentita, gridata) dei tifosi che, come l’anno scorso (trasferta di Pesaro), anche stasera a Reggio, si sono fatti 1200 chilometri non per tifare, ma per gridare la loro rabbia contro una squadra che non rappresenta niente di tutto quello in cui crede la gente di Avellino.
Quello che cambia (ovvero peggiora) di anno in anno, e che questa proprietà continua a non vedere (o a non capire), è tutto quello che sta succedendo intorno alla S.S. Felice Scandone Avellino 1948, ovvero tutto quello che si sta perdendo, per colpa di scelte scellerate, non solo dal punto di vista tecnico ma anche e soprattutto, dal punto di vista extrasportivo. Si sta distruggendo tutto quello che tante persone con sacrificio, sudore, passione e anche soldi hanno costruito in oltre 60 anni di storia. E quanto accaduto stasera non è niente altro che l’ennesima picconata ad un muro che fino a tre anni fa era solido ed indistruttibile (anche se scrostato e sporco), mentre oggi si sta riducendo ad un cumulo di macerie. E, qualora ce ne fosse l’intenzione, ricostruirlo sarà sempre più difficile.
Al PalaBigi sono state scritte tante pagine nere della storia recente della Scandone, ma quella di stasera, per quanto possibile, è ancora più scura. La partita con Reggio Emilia non c’è mai stata, con i padroni di casa che sono subito scappati sul 10-2 e non si sono mai voltati indietro. Mancava Harper, ma non è che la sua presenza avrebbe poi cambiato granché. Il 96-72 dice che Reggio ha assistito 26 canestri sui 36 totali (Cinciarini 13 assistenze), ha preso 9 rimbalzi in più e ha perso solo 11 palle. E la Scandone? I giornalisti veri, quelli bravi e che ne capiscono, quando non riescono a scrivere un giudizio indicano vicino al nome S.V. o N.G.: ecco, al momento la Scandone è non giudicabile e non verrà valutata, semplicemente perché non esiste. Con la speranza che un giorno, anche lontano, il sottoscritto possa ritornare, come l’ultimo degli scribacchini, a dire la sua sulla passione della propria vita.






