SERIE B

‎Gianni Mollichella: “Vi racconto la mia odissea a Catania”

“Arrivati a Messina, la questura di Catania non ha voluto fornirci di mezzi pubblici per il trasporto dei tifosi venuti con i furgoni e le macchine, forse perché avevano premeditatamente intenzione di farci arrivare in ritardo per non avere scontri con i Catanesi. Partiti tutti scortati e ad un’orario decisamente in tempo per arrivare allo stadio, ci hanno dirottati prima di Catania in un deposito dell’ANAS per i dovuti controlli. Fatti scendere tutti c’era un esercito di forze dell’ordine ad aspettarci con cani antidroga e antiesplosivo. Eravamo circa 250 e ti lascio immaginare il tempo d’impiego per perquisire tutti i mezzi di trasporto e tutte le persone, sequestrando l’immaginabile ma la cosa più squallida è stata come ci trattavano, obbligandoci con prepotenza a stare in riga accanto ai propri pullman. Terminate le perquisizioni, non contenti, ci hanno obbligati a salire uno ad uno con documento e tessera del tifoso ben in vista difronte ad una sola telecamera e nel frattempo la partita era iniziata…quindi ti lascio immaginare già lo stato d’animo che avevamo dopo essere stati trattati come terroristi e per giunta consapevoli del ritardo che avremmo avuto sull’inizio della partita. Arrivati allo stadio non hanno aperto i cancelli e ci hanno costretti ad entrare sempre uno ad uno dai tornelli ma la cosa che mi ha lasciato sul serio perplesso era che il settore ospiti è adiacente alla loro curva per cui dall’alto degli spalti vi era un varco se pur recintato con inferriate che affacciava sui tornelli per cui al passaggio nostro lento lento arrivava di tutto da fumogeni a bottiglie di birre in vetro(alcune schegge al mio passaggio hanno colpito mia moglie). Insomma dovevamo subire in silenzio e attraversare quello spazio se pur di pochi metri sotto il lancio di oggetti rischiando di essere colpiti come un tiro al bersaglio… Tutto questo ci è costato il ritardo di 35 minuti circa di partita ma fortunatamente nessuno si è ferito in modo grave!!! Al termine della partita ci hanno letteralmente sequestrati per circa due ore e quando hanno deciso di farci uscire ci hanno fatto risfilare con la tessera in mostra ad una telecamera dai tornelli uno ad uno giustificandosi che stavano cercando qualcuno che non si sa cosa abbia fatto. Tutto questo senza nessun modo garbato anzi peggio di come ci hanno trattati prima dell’ingresso, quasi a cercare di farci saltare i nervi di proposito per magari caricarci. Fortunatamente tutti abbiamo capito il loro intendo e nonostante le urla e le offese abbiamo ubbidito senza ribellarci ai loro ordini. Alla fine solo due persone sono state fermate e controllati i documenti con inquadrature di primo piano di telecamere ma ti posso assicurare e garantire che uno di loro che viaggiava con me nel 20 posti non aveva fatto proprio niente anzi quasi con le lacrime agli occhi perché è una bravissima persona cercava e voleva sapere cosa aveva fatto ma senza avere risposte. Forse l’unico errore è stato quello di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato. Questo è quanto”

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