La Sidigas Avellino

Avellino Basket – Vittoria scacciacrisi e la certezza di restare in Fiba Europe Cup

La Sidigas Scandone Avellino ha vinto agevolmente per 79-66 contro un Aris Salonicco nell’ultima partita casalinga del girone della Champions League. Nonostante la qualificazione agli ottavi di finale sia ancora tutta da conquistare, gli irpini hanno comunque acquisito la certezza di continuare il cammino europeo: con la vittoria di ieri la Sidigas ha infatti blindato quantomeno il sesto posto che consentirebbe di disputare la FIBA Europe Cup.

L’avventura europea dei lupi continuerà ancora anche se non si sa in quale competizione. Tornando al match l’Aris, seguito anche da una trentina di encomiabili tifosi, ha dimostrato di avere grinta e carattere ma poco altro. I greci, ben lontani dai fasti di un tempo, hanno mostrato un gioco povero di soluzioni offensive, soprattutto per quel che riguarda il gioco in area:  il talento della guardia Eleuterios Bocharidis (classe 1994, ottimo prospetto futuribile) e la sostanza del lungo Maras (top scorer della gara con 19 punti) non compensavano l’assenza di un vero centro di ruolo, e dunque  non potevano certo spaventare la Sidigas, nemmeno in un periodo difficile come questo.

Per la verità, gli uomini allenati da Giannakis erano schizzati subito avanti nel punteggio, riuscendo a chiudere in vantaggio (21-25) il primo quarto di gioco. Sia gialloblù che biancoverdi hanno saputo sfruttare fin da subito il gioco perimetrale, dando vita ad un primo quarto molto gradevole con molti tiri segnati da oltre l’arco dei 6,75 metri.  L’evolversi della gara ha reso man mano sempre più evidente la superiore qualità della Sidigas Avellino; il coach Sacripanti può infatti contare su una varietà di giochi, soluzioni ed atleti sconosciute al dirimpettaio greco.  Nella partita di ieri, ad esempio, la musica è decisamente cambiata quando è entrato sul parquet Hamady N’diaye: il numero 55 ha chiuso con una doppia-doppia (11 punti 11 rimbalzi) e con 4 stoppate, dimostrandosi dominante sotto i tabelloni al contrario del suo compagno di ruolo Fesenko, che conferma di soffrire le squadre “piccole” e veloci. Dato inequivocabile quello del plus-minus, che per l’ucraino recita un pesante -7, mentre il senegalese ha fatto registrare un ottimo +20 in questa particolare statistica.

Restando nel reparto lunghi, c’è da segnalare l’impiego nello spot di  “quattro” per Thomas Scrubb che, specie con N’diaye in campo, si è rivelata una mossa che ha dato grande equilibrio all’intera squadra. Pur essendo un esterno il canadese aveva già dimostrato in passato di saper fare anche l’interno,grazie alle sue doti di salto e al senso della posizione. Data l’assenza di Zerini, d’altronde, questo accorgimento tattico è una scelta quasi obbligata per Sacripanti,quantomeno per concedere al “Professor” Leunen (ieri in serata sottotono) importanti minuti di riposo.  Se dunque nel reparto lunghi, anche in previsione del rientro di Shane Lawal, si prevede una concorrenza serrata tra Fesenko e N’diaye per chi farà parte dei 12 convocati, nel reparto esterni il cambiamento delle gerarchie è ormai cosa fatta e di dominio pubblico. L’esempio più lampante riguarda Jason Rich: arrivato in estate come una guardia, oggi è sempre più il playmaker aggiunto della squadra. Una evoluzione quasi naturale, se pensiamo alle sue doti nel palleggio e soprattutto nelle “letture” del gioco, il campione della Florida ieri ha dato meno del solito in termini realizzativi, ma i suoi 5 assist sono stati una risposta a qualche critica di troppo che lo accusava di non passare mai la palla. Molto bello, a tal proposito, il passaggio fornito a Leunen per il canestro in contropiede da sotto, giunto allo scadere del secondo quarto.

Ariel Filloy, 13 punti in 23 minuti, deve riacquisire la migliore condizione fisica, ma le sue qualità nel palleggio, nel tiro da fuori e nel passaggio sono indispensabili per la sua squadra. Non è un caso che a pochi minuti dalla fine siano stati due suoi canestri da tre a tagliare le gambe al tentativo di rimonta dell’Aris, relegandolo così al garbage time degli ultimi minuti, ha dimostrato ancora una volta di essere un giocatore di indiscutibile valore tecnico e soprattutto mentale.

Discorso a parte per il duo D’Ercole-Fitipaldo: l’italiano ha ormai scavalcato l’uruguaiano nelle gerarchie interne del roster. Anche ieri l’atleta scuola Mens Sana Siena ha realizzato 12 punti, con 4/5 nei tiri da tre. E’ evidente che il ruolo cucitogli addosso da Pino Sacripanti è quello dello “specialista”, cioè un giocatore a cui viene chiesto di svolgere al meglio un unico preciso compito, in questo caso il tiro da tre. Per citare alcuni termini di paragone, è proprio questo il ruolo che Marco Belinelli ha tra le squadre dei giganti dell’NBA, così come in Italia ci si ricorda di Marco Carraretto nella Mens Sana dei 7 scudetti consecutivi.

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