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Calcio – L’Avellino è una scatola vuota: quanto chiede De Cesare?

È una scatola vuota l’Avellino di oggi. Con tre calciatori tesserati, una decina di dipendenti a libro paga e nulla più. Nessun calciatore di proprietà tranne qualche giovane, tutti svincolati in virtù del principio che dopo la promozione si è passati da dilettantismo al semiprofessionismo. Quanto vale un titolo di C di una società che a poco meno di due settimane dall’inizio della stagione non sa nemmeno se comincerà il campionato? E, siccome i bilanci sono secretati è in salute o ha debiti ereditati dalla stagione appena conclusa contabilizzati? Sono tutte domande a cui bisognerebbe dare una risposta veloce. Altrimenti meglio azzerare il calcio ad Avellino e fermarsi per un anno e ripartire dalla D. Sembra esser tornati indietro negli anni. Con una voglia di voler fare calcio a tutti i costi anche a rischio di perdere la faccia. E se la trattativa la deve intavolare De Cesare che può fissare il prezzo, è giusto anche che rimandi al mittente tutte le eventuali offerte che non ritiene congrue ed addossarsi la responsabilità del “non gioco”. Sembra un film già visto. L’Avellino di oggi non vale nemmeno il titolo perché con tutte le squadre ormai allestite sarà difficile per chi rileva fare una squadra degna di tale nome. Quindi, De Cesare e Mauriello, devono avere il buon senso di dire che cosa vogliono fare e se vogliono vendere quanto vogliono. Sarà la piazza a dare giudizi. Ma in trasparenza però. Perché l’Avellino lo hanno già assassinato inquinando le prove. L’hanno ucciso di nuovo. Indipendentemente da come finirà.

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