Schira (Gds): “Sarà un Avellino da vertice. Mi aspetto un mercato importante”

Schira (Gds): “Sarà un Avellino da vertice. Mi aspetto un mercato importante”

La nostra intervista al noto giornalista della Gazzetta dello Sport

di Domenico Abbondandolo, @domenicoabb

In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto il giornalista Nicolò Schira, redattore della Gazzetta dello Sport e uno dei massimi esperti del torneo di Serie C. Tanti i temi affrontati, con una particolare attenzione dedicata al nuovo progetto biancoverde e alle prospettive di mercato del club di D’Agostino. Schira non ha dubbi: sarà un grande Avellino, destinato a lottare per i vertici del girone C.

Il nuovo Avellino ha deciso di ripartire dal duo Braglia-Di Somma. Come giudichi questa scelta?

Mi piace molto come scelta, certifica le ambizioni dell’Avellino. Dopo un campionato un po’ anonimo, di transizione, si punta al vertice. Pierino Braglia è un decano, specialista delle promozioni dalla C alla B, è un allenatore esperto, dall’usato sicuro. Ha un grande rapporto con Di Somma, hanno già lavorato insieme con grandi risultati, creando il miracolo Juve Stabia a Castellammare, quindi è una scelta che testimonia l’obiettivo della proprietà: lottare per vincere. Ovviamente ci sarà la corazzata Bari, ci sono tante piazze importanti, ma è un segnale: l’Avellino l’anno prossimo punta al vertice. Quindi è una scelta che mi sento di condividere, approvare e che certifica le ambizioni del club.

Il prossimo girone meridionale si preannuncia scoppiettante, con tante corazzate. Che tipo di stagione ti aspetti dai lupi?

Mi aspetto una stagione importante. Come dicevo prima, la scelta di Braglia è sicuramente un segnale. Ovviamente bisogna costruire la squadra, vedremo che organico sarà allestito. Dopo quest’anno secondo me il Bari cercherà di non fallire, quindi punterà a fare la parte della lepre, come hanno fatto la Reggiana e il Monza nella scorsa stagione. Però ci sono comunque i playoff e i campionati bisogna vincerli sul campo. Io mi aspetto un Avellino da primissimi posti. Sarà un girone molto duro, come hai detto giustamente, ci saranno il nuovo Catanzaro, il Catania, il Monopoli, il Palermo, che è una neopromossa solo per modo di dire. Quindi le piazze sono tante, ma l’Avellino me lo aspetto nei quartieri alti e la scelta di Braglia significa che si vuole puntare a vincere il campionato o quantomeno lottare per giocarselo sino in fondo.

Sugli obiettivi di stagione peserà inevitabilmente il mercato. Che sessione ti aspetti in generale?

Credo che sicuramente la crisi post-covid inciderà, ma lo farà a livello generale. Poi quelle 5-6-7 società che faranno squadre importanti, che lottano per vincere, che vogliono salire di categoria, comunque spenderanno. Probabilmente si potranno trovare delle occasioni, magari anche a prezzi modici. Bisogna essere bravi ad aspettare, muoversi bene. Si possono prendere giocatori di buon livello – magari risparmiando qualcosa rispetto al passato – tra i cosiddetti svincolati, che potrebbero avere delle pretese meno alte. Credo che sostanzialmente cambierà qualcosa a livello generale per le medio-piccole, chi punterà a vincere alla fine spenderà comunque tanto per allestire delle corazzate.

Il diesse Di Somma sta cercando di bloccare diversi profili under. Ti sembra una scelta sensata?

Servono anche i giovani. Gli under non sono fondamentali, sono dell’idea che se i giovani sono bravi giochino a prescindere, però ovviamente dal punto di vista delle liste ci sono delle facilitazioni. Gli under possono essere utili, possono essere delle risorse, un gruppo vincente ha bisogno di 3-4 giovani di qualità. L’Avellino ne ha alcuni bravi, ad esempio Parisi, che però è ricercato da mezza B e quindi non sarà semplice trattenerlo. Di Somma ha dimostrato l’anno scorso, quando ha costruito la squadra, di avere molte buone idee, ad esempio Charpentier ma anche altre scommesse giuste. Quindi credo che attingerà alcuni giovani interessanti, ma prenderà anche 6-7 califfi della categoria per costruire una squadra che punterà a vincere.

La piazza biancoverde si aspetta anche qualche colpo importante. Nelle settimane scorse hai parlato di Baclet, si pensa anche ad Arini. Cosa ti risulta da questo punto di vista?

Il mercato di Serie C lo conosciamo, è un mercato che parte a rilento. Una volta partito quello di A, enterà vivo quello di B a fine agosto e così quello di C. Il mese di settembre sarà scoppiettante e rovente, poi ci saranno i colpi last minute, utili anche per risparmiare una mensilità. Dall’Avellino mi aspetto un mercato importante, mi aspetto degli acquisti di spessore, gente di categoria. Avellino è una piazza che anche per i giocatori di B, che magari non sono contenti, ha sempre una grande attrattiva. Parliamo di una piazza calorosissima, passionale, con dei trascorsi molto importanti. La società è seria, solida, la scelta di Braglia è un segnale importante. Si costruirà una squadra importante e come sempre, non appena avrò notizie, darò aggiornamenti in tempo reale. Mi aspetto un grande Avellino.

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