Serie C, allarme Coronavirus: costi aumentati di 4500 euro a settimana

Così la pandemia influenza i costi gestionali dei club

di Domenico Abbondandolo, @domenicoabb

Con un interessante approfondimento sull’edizione in edicola oggi, la Gazzetta dello Sport si è occupata della crisi che la Lega Pro sta vivendo a causa del virus. La rosea ha analizzato nel dettaglio come la pandemia abbia influito negativamente sui conti dei club di terza serie, decretando costi in aumento per 4500 euro a settimana e perdite complessive per 22 milioni di euro in virtù degli stadi chiusi. Ecco di seguito nel dettaglio l’inchiesta proposta dalla Gazzetta:

I costi in più – Oltre al crollo delle entrate, tra le conseguenze economiche più significative della pandemia c’è quella relativa alle spese per il rispetto dei protocolli. Secondo l’indagine della rosea, per i tamponi e i test sierologici i club di C investono in media 2800 euro a settimana. A questa cifra vanno aggiunte le sanificazioni (1800 euro), ma anche i treni o i voli con vagoni riservati, il doppio pullman o le spese per eventuali isolamenti in hotel. Il tutto incide significativamente sulle casse dei club, che in un mese possono sborsare fino a 50mila euro in più rispetto al solito.

Gli stadi – L’altra perdita significativa è quella dei mancati introiti, in particolare di quelli relativi al botteghino. “Gli stadi chiusi sono stati la prima botta per le casse delle società”, scrive la Gazzetta. Inoltre “la recente riapertura al 15% della capienza fino a 1.000 persone aiuta i piccoli club, ma forse peggiora quella dei grandi perché l’apertura dello stadio per una gara può essere più costosa dell’incasso relativo”. In media ogni club di Lega Pro perde 360mila euro a giornata, per un totale di 22 milioni di euro.

 

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