INTERVISTE

D’Agostino: “Con i tifosi l’uscita dai play-off è stata meno amara, faremo tutto per centrare l’obiettivo”

Le parole di Giovanni D'Agostino sul futuro dell'Avellino

L’amministratore unico della Idc, nonché figlio del presidente dell’Avellino, Giovanni D’Agostino, nella conferenza stampa organizzata dalla società irpina, ha analizzato il campionato che ha visto Maniero e compagni fermarsi alle semifinali play-off, proiettandosi poi alla presentazione della prossima stagione.

Siamo partiti da nemmeno un anno per programmare la stagione scorsa, non siamo nemmeno al 30% di ciò che possiamo fare. Possiamo ancora migliorare tanto. Come società abbiamo cercato di sopperire alla distanza con i tifosi con la fidelity card. C’è stata l’iniziativa a Natale, a Pasqua e l’ultima iniziativa con un lupo sulla pelle. Queste iniziative hanno avuto come unico scopo quello di avvicinare i tifosi all’Avellino. Molti procuratori non volevano niente a che fare con l’Avellino in virtù di tutto ciò che ha passato. Dopo le operazioni iniziali ci siamo ritrovati sul campo a lottare. La mancanza dei tifosi di quest’anno è stata pazzesca. Con il Padova erano in mille, ma fuori dallo stadio erano 4000. Con loro l’uscita dai play-off è stata meno amara. Non potevamo non confermare il mister ed il direttore, abbiamo dato continuità al progetto. L’Avellino non è un supermarket, durante il mercato ogni parola ha un peso. Ho letto tanti nomi di mercato in questi di giorni che non abbiamo mai trattato. Faremo di tutto per centrare l’obiettivo. Il nostro girone sarà quasi una Serie B. Siamo l’Avellino e non possiamo sfigurare. Se tutte le cose vanno come devono andare, possiamo farcela. Non facciamo promesse che non possiamo mantenere. È stato fatto un grande lavoro per ricapitalizzare quella che era una società vuota. Con 20 milioni non è detto che vai in B, non sono i soldi che fanno la differenza. Ci sono tante altre componenti che fanno di un gruppo una famiglia. La riconferma di oggi arriva proprio dal fatto che noi ci fidiamo del mister e del direttore. Io penso che come dimensione Avellino merita la serie B”.

Sul settore giovanile:Noi l’anno scorso abbiamo presentato il nostro progetto. Sta crescendo con tanti tesserati irpini. Abbiamo gestito 10 rose da 25 ragazzi a rosa su campi come Venticano, Montefalcione, Manocalzati. Abbiamo scelto di fare anche l’under 14 e 16. I campionati sono stati a singhiozzi. Abbiamo brandizzato ogni categoria. C’è stato uno sforzo dal punto di vista del marketing. Come società abbiamo cercato di dare il massimo, non siamo stati perfetti. Il mister ha convocato in prima squadra vari ragazzi della primavera come Di Martino e Capone. È un piccolo inizio. Con la collaborazione di tutti possiamo fare bene”.

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