Il Panathlon Club di Ariano Irpino da domani presenta l’Alfabeto di emozioni. Ecco cos’è

Il Panathlon Club di Ariano Irpino da domani, lunedì 1 Ottobre, presenta agli studenti delle scuole di Ariano Irpino “Alfabeto di emozioni”.

Il progetto è stato fortemente voluto dalla Presidente del Club di Ariano Irpino Giusy Cardinale in collaborazione con figure professionali  e socie  nelle persone della Dott.ssa Nunzia Spinelli (Pedagogista), Dott.ssa Concetta Puopolo (Psicologa specializzata in Psicoterapia) e l’Avv. Raffaela Manduzio.

I fenomeni di violenza e di bullismo che interessano le nostre scuole rappresentano un problema profondo che coinvolge e sconvolge una società, quella italiana e quella europea, che finge e si indigna ogni volta che salta fuori un nuovo fatto di cronaca ma che poco si interessa alla prevenzione di questa ferita che ogni anno rischia di farsi più profonda. Per provare a trovare una cura il  Panathlon di Ariano Irpino, club service,  ha presentato un progetto dal titolo “Alfabeto di emozioni”. Il Panathlon  da anni persegue la mission di promuovere le pratiche sportive, unitamente alla valorizzazione di tutti i principi morali che contraddistinguono lo sport. Il progetto, condiviso con entusiasmo da docenti e dirigenti del I.C. Don Milani e I.C. G. Lusi con il Dirigente Prof. Marco De Prospo e I.C. Mancini con il Dirigente Ing. Massimiliano Bosco, ha come obiettivo quello di informare e sensibilizzare in modo diffuso ed adeguato le nuove generazioni per renderle più capaci di riconoscere, affrontare e fronteggiare ogni forma di violenza e prevenire il riprodursi di modelli comportamentali violenti combattendo gli stereotipi culturali che ne sono alla base.

La scuola, essendo il terminale su cui convergono dinamiche che hanno origine complessa nel nostro sistema sociale, compresi purtroppo i fenomeni di violenza, si configura come l’istituzione preposta a mantenere un contatto non episodico ed eticamente strutturato con i ragazzi rappresentando il momento fondamentale durante il quale, sin dalla prima infanzia si costruiscono relazioni sociali “altre” a quelle familiari. Risulta dunque impellente la necessità di agire a favore dell’inclusione delle “diversità” e della prevenzione di fenomeni di esclusione e violenza all’interno del sistema scolastico. L’obiettivo è quello di mettere i ragazzi al primo posto anche attraverso un incontro finale in cui tutti potranno esprimere e rappresentare quanto appreso.

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