A Sassari con la testa leggera: così si sgambetta la capolista

Ancora una capolista da affrontare, ed è la terza volta che accade in appena sette partite di campionato. Dopo Milano alla quarta giornata e Reggio Emilia sabato scorso, la Scandone, nel posticipo di domani, trova Sassari, a riprova di un calendario certamente non facile in questa prima parte di campionato. Una prima parte di campionato in cui coach Vitucci e i suoi ragazzi possono aver ben pochi rimpianti: probabilmente mancano i due punti dell’esordio contro Venezia (altra squadra in testa alla classifica…), ma la vittoria contro l’EA7 e la crescita, evidente e continua, del gruppo biancoverde dimostrano le qualità della squadra e la bontà del lavoro svolto dallo staff tecnico. Domani, inutile girarci intorno, la Scandone è chiamata ad una vera e propria impresa, “da affrontare al massimo per portare a casa il risultato” (coach Vitucci docet). Una partita contro un altro avversario che gioca in Europa (per ora una sola vittoria su 6 incontri alla prima esperienza in Eurolega per la Dinamo), e quindi con un roster lunghissimo (ulteriormente ritoccato con l’ingaggio dell’ex Brindisi di Formenti), con uno strabordante atletismo e la dose necessaria di talento ed esperienza, che gioca nel consueto modo scanzonato e spettacolare, a volte andando contro i principi delle “Sacre Scritture” del basket (come dimostrano i 47 tiri da 3 tentati nell’ultima partita contro Pesaro), ma che diverte e soprattutto vince. Il vero demiurgo dei sardi è, senza ombra di dubbio, coach Meo Sacchetti. Ormai isolano d’adozione (ma pugliese di nascita), il baffuto allenatore siede sulla panchina biancoazzurra dal 2009: in 6 stagioni ha portato la Dinamo dalla LegaDue al massimo campionato europeo, passando per 4 qualificazioni play off, un’ (importante) esperienza in Eurocup e, soprattutto, una Coppa Italia e una Supercoppa italiana, entrambe vinte nel 2014. Una maturazione tecnica che è andata di pari passo con quella di una società che si sta rivelando tra le migliori in Italia, con una proprietà appassionata, capace ed ambiziosa che, anche per questa stagione, ha costruito una squadra di livello e in linea con le richieste del suo coach. Snocciolando i soliti numeri, il Banco Sardegna è primo per stoppate, secondo per palle recuperate, terzo per punti realizzati e assist ed ha la seconda miglior percentuale nel tiro da 2. Cifre importanti, per una squadra in cui ogni singolo contribuisce da par suo. In quintetto, ad alternarsi tra playmaker e guardia, ci sono David Logan e Jerome Dyson: il primo è il miglior marcatore dei sardi (18.5 punti con il 43% da oltre l’arco e 3.3 assist), mentre l’ex Brindisi oltre ad attaccare (14.8 punti e 4.8 assist di media) ha imparato ad essere un fattore anche nella sua metà campo come dimostrano le 2.7 recuperate. Le ali sono il 25enne Rakim Sanders, giocatore di grande talento, ma ancora alla ricerca di una giusta continuità di rendimento, e l’ex Caserta Jeff Brooks che contribuisce con 7.8 punti ed oltre 8 rimbalzi di media. Il centro titolare è Shane Lawal, miglior stoppatore del campionato (2.2 per partita), ma anche realizzatore da 7.7 punti. La panchina riesce a non far perdere energia ad una squadra che fa dell’intensità e del ritmo il suo credo: Edgar Sosa e Miroslav Todic sono i rilievi maggiormente coinvolti nelle rotazioni, ma anche Giacomo Devecchi e Brian Sacchetti sono sempre pronti quando chiamati in causa. Partita difficile come detto, in un campo caldo che, da un paio di stagioni si sta rivelando particolarmente amaro per i colori biancoverdi. I lupi però se la vogliono giocare con i loro mezzi, con la loro forza, imponendo il loro gioco: è una partita da affrontare con lo spirito giusto, leggero, come quello messo in campo contro Milano, a testa alta sfidando un avversario forte, ma sicuramente battibile.

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