Basket – Caro De Cesare, caro Mauriello basta prese in giro con la Scandone

Basket – Caro De Cesare, caro Mauriello basta prese in giro con la Scandone

Le dichiarazioni rilasciate ieri dal Presidente biancoverde sembrano soltanto un prender tempo: il pessimismo che regna è davvero sconfortante

di Davide Baselice, @davidebaselice

In quest’estate da libro degli orrori per la Scandone anche chi svolge la professione di raccontare con precisione, deontologia e puntualità le vicende della palla a spicchi biancoverde la crisi di notizie e scenari per nulla rassicuranti lasciano poco spazio all’ottimismo. Eravamo abituati a dibattere su profili di giocatori che potessero fare a caso o meno per la “Beneamata”, provare a raccontare con anticipo le mosse di mercato dei dirigenti di contrada Zoccolari. Adesso nulla di tutto ciò. Il nulla. Perché al 3 agosto 2019 non c’è un minimo di progetto sportivo e commerciale, un palazzetto a disposizione (persino con l’utenza della luce staccata) e con la scadenza del 2 settembre che nessuno auspica possa entrare nella storia sportiva della città di Avellino e provincia.

C’è chi, invece, rilascia dichiarazioni di forzato ottimismo a nome di chi sta andando vicino a mettere la parola fine ad una storia che dura da settantuno anni. “C’è la volontà di continuare col basket, ma al momento non sappiamo come. In quanto ai lodi valuteremo quel che accadrà e penseremo, poi, a come comportarci.” E’ quanto dichiarato dal Presidente delle due compagini sportive, l’Avvocato Claudio Mauriello la cui esperienza nel ruolo di massima carica del sodalizio cestistico è iniziato nel peggiore dei modi visti i fatti che si sono susseguiti da fine giugno ad oggi quando si è tenuto il Cda al PaladelMauro.

Il Dottor Mauriello ha parlato di volontà nel continuare col basket. E su quali basi? Con un club che – stando a quello che è lo status quo – non ha sborsato 20.ooo euro per l’iscrizione e sta prendendo tempo anche nel pagare 1800 euro alla Lega Nazionale Pallacanestro? Perchè De Cesare continua a non metterci la faccia e parlare ad una piazza che lo ha rispettato dandogli fiducia incondizionata a partire dagli anni in cui era proprietario soltanto del sodalizio cestistico ed i risultati sul campo non sorridevano (parliamo tra il 2012 e 2015)?

Che senso ha dire “In quanto ai lodi valuteremo quel che accadrà e penseremo, poi, a come comportarci” ?  Da persone che da anni gestite e rappresentate un’azienda che produce utili è mai possibile pensare che un creditore (sia esso un atleta o un fornitore) possa attendere altro tempo – oltre il dovuto – se c’è una carta scritta che impegna le parti ad onorare degli accordi?

Del resto in questo scenario drammatico c’è già chi pensa a trovarsi una alternativa al trascorrere la domenica pomeriggio al DelMauro a supportare la squadra del cuore. Sì perchè la Scandone – e non ci stancheremo mai di ripeterlo – è amore per una eccellenza che ha tenuto alto il nome di Avellino in giro per l’Italia e l’Europa. Ma qualcuno non lo ha capito davvero sino in fondo portandola dal Paradiso al Purgatorio con un piede nell’Inferno.

La speranza è l’ultima a morire e potrebbe chiamarsi Wild Card concessa dalla Federazione Italiana Pallacanestro secondo la volontà (non del tutto scontata) del Presidente Gianni Petrucci che sarà l’ago della bilancia in tal senso. L’ultima carta da giocarsi in questa pericolosissima partita a poker: rialzarsi o andare in default. Senza altre vie di uscita.

Mauriello: “Finora non sono arrivate offerte valide ma aspettiamo qualcuno che abbia a cuore questi colori”

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