Circelli senza freni: “Sono arrivato ad Avellino per Di Matteo. Martone non entrerà più allo stadio. E’ stato fatto di tutto per mettermi la piazza contro”

Le parole dell’amministratore unico dell’Avellino

di Redazione Sport Avellino

Conferenza stampa di Nicola Circelli per chiarire la sua posizione dopo la querelle di questa settimana a livello societario.

Ho ricevuto accuse costruite e ora  mi ritrovo a venire allo stadio in situazione surreale dove ci vuole coraggio perchè so che ci sono tanti tifosi stufi di questa situazione. Io dico di non sentire una sola campana. Se i tifosi vogliono farlo va bene così.

In ogni caso voglio raccontare la verità di quello che è successo. Sono venuto ad Avellino per Di Matteo, che ha anticipato i soldi per prendere l’Avellino. Non per Martone. Sono stato chiamato in un club con progetti ben precisi, non per guadagnare ma neppure per rimetterci soldi. Ci siamo riuniti con Martone e Izzo e con Di Matteo che ha espresso la volontà di fare il presidente versando soldi in più. Questo a Martone non è andato bene. Izzo, su richiesta di Martone, si è ritirato. Sono andato dal notaio con il commercialista. Izzo vedendo solo la mia presenza mi disse che non si sarebbe potuto fare l’atto notarile. Presi altri cinque giorni di tempo, con Polcino abbiamo trovato soci e siamo andati da Izzo per chiedere la procura a cedere le sue quote a nuovi investitori, ricevendo il suo via libera. Presi l’Avellino, andai da Izzo e gli chiesi le quote. Lui rispose che ormai aveva un piede nell’Idc e che non sarebbe uscito. A questo punto ho dovuto dire ai miei nuovi soci che sarebbe saltato tutto e lì ho capito che personaggi sono Izzo e Martone. Ho chiesto che Martone non facesse il dg e Izzo mi rispose che voleva un altro 5% e che avrebbe voluto fare il presidente, cacciando 700mila euro a fine stagione. 

Poi gli scontri, Martone mi ha detto che non ero il suo presidente ma lui non è mai stato il mio direttore. Sono stato accusato estorsioni, ricatti, che ho avuto precedenti a Campobasso.

Ho le idee chiare non sono un improvvisato. Ho da sempre detto che per portare avanti questo progetto avevo bisogno di persone che mi affiancassero. E’ stato fatto di tutto per mettermi la piazza contro, criticando le mie possibilità economiche. Mi reputo un imprenditore che sa cosa può fare economicamente. Se sono venuto ad Avellino è perché potevo portare avanti il progetto senza problemi: purtroppo ho trovato personaggi del genere sul mio cammino. Io per non creare altri problemi ho detto a Izzo di darmi quello che ho messo per andare via. Questo è durato dieci giorni, siamo stati chiamati dai tifosi, io ho fatto due ore di macchina, lui non si è presentato. Io ho detto sempre la verità, ho spiegato le mie ragioni in mezzo a 30 tifosi. Lui non lo ha fatto, facendo credere che lui fosse quello che con facilità ci avrebbe liquidato con quattro spiccioli, ma evidentemente ha difficoltà a tirare fuori anche questi quattro spiccioli, perché è alla ricerca di gente da inserire in società. Io ho sempre ammesso i miei limiti e la necessità di portare soci.

Il mio impegno è rispettare le scadenze entro mercoledì, ma sicuramente avremo una proroga per i nuovi ingressi in società e quella di venerdì per il pagamento degli stipendi. Non vorrei parlare più delle faccende societarie, stiamo allontanando l’attenzione dalla squadra. Domani a mezzogiorno voglio il bonifico di 150mila euro da parte di Izzo, De Lucia e Autorino. Se non lo faranno copriremo noi con un aumento di capitale. Poi, vorranno uscire dalla società, bene. Mi interessa che l’Avellino continui a vivere, stiamo gettando le basi per il futuro. Garantisco l’avvenire dell’Avellino. Non sarò da solo, ma avrò al mio fianco persone serie.

Federico è un calciatore che arriva dalla Serie A argentina, non giocava a Canicattì. Mi è stato detto che Capuano ha riferito a Izzo che il calciatore non è adatto all’Avellino. Ho chiesto al tecnico quando lo ha detto, lui mi ha risposto che a un suo collaboratore ha riferito che Federico non è pronto così come tutti i calciatori arrivati a gennaio. La Innovation Football svolgeva un lavoro per la procura dei calciatori, quando hanno acquisito quote dell’Avellino sapevano che le due cose non potevano coesistere“.

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