Fioretto (Eleven Sports): “Serve come il pane un attaccante. Avellino merita stabilità”

Fioretto (Eleven Sports): “Serve come il pane un attaccante. Avellino merita stabilità”

Intervista esclusiva al giornalista di Eleven Sports. Focus sulla gara di ieri, ma non solo

di Domenico Abbondandolo, @domenicoabb

Con il pareggio conquistato ieri, l’Avellino ha ricominciato a muovere la classifica pur senza ottenere la vittoria auspicata. Sono giorni decisivi per il futuro della squadra biancoverde, alle prese con le solite problematiche relative alla società e con gli ultimi giorni di mercato. Abbiamo parlato di tutto questo con Antonio Fioretto, giornalista di Eleven Sports e telecronista della gara di ieri tra Avellino e Picerno per il broadcaster ufficiale del campionato di Serie C. Lo abbiamo ascoltato in esclusiva per analizzare la gara di ieri e il momento generale del club biancoverde.

Dopo le sconfitte contro Teramo e Catania, l’Avellino non è andato il pareggio con il Picerno. Come giudichi il momento dei lupi? Che squadra hai visto?

Ho visto una squadra in linea con quella finora vista in stagione. Letale quando riesce a colpire di rimessa, un po’ contratta quando deve impostare contro squadre schierata. Oggi l’Avellino ha fatto tanta fatica a verticalizzare. Credo che la squadra riuscirà a centrare la salvezza, alla fine, nonostante un’identità ancora da trovare del tutto.

Nel momento difficile dei lupi, come hai più volte sottolineato in telecronaca, sta pesando la mancanza di alternative valide. Cosa può dare il mercato? Quanto serve un centravanti a questa squadra? Se potessi fare un nome, chi prenderesti?

Una punta serve come il pane. Albadoro ha fatto una gara di quantità, sacrificio e buona tecnica ma non può bastare. L’infortunio di Charpentier pesa e Cuppone sarebbe senz’altro un bell’innesto. A mio parere, oltre all’attaccante, all’Avellino servirebbe anche un altro centrocampista totale, bravo nelle due fasi. Aspettando il ritorno a pieno regime di Izzillo…

Anche in questo momento delicato, l’Avellino ha un totem a cui aggrapparsi: Eziolino Capuano. Cosa pensi del tecnico? È lui la garanzia della squadra biancoverde?

Grande allenatore, con idee chiare, limitato talvolta da una personalità e un carattere che gli fanno perdere in lucidità. Penso che alla fine, come detto prima, la spunterà e centrerà la salvezza.

Hai visto segnare Micovschi, mentre non era della partita Parisi. Cosa ne pensi dei giovani talenti biancoverdi? Dove credi possano arrivare?

Micovschi è un giocatore a tratti impressionante. Ha velocità, tecnica, dribbling e soprattutto la testa dei grandi. Sbaglia, azzera, riparte e fa meglio di prima. Giocatore che può ambire ad altissimi palcoscenici. Anche Parisi, che ho avuto il piacere di commentare due volte quest’anno, mi ha impressionato in positivo. Sono due calciatori in rampa di lancio che potranno dire molto nei prossimi anni.

Un commento sul pubblico di Avellino e sulla situazione societaria. Non trovi che una tifoseria simile meriti una società all’altezza?

Situazione davvero tragicomica. Certo che Avellino, come piazza e come club, meriterebbe una società seria, stabile e legata al bene della squadra. Se Capuano e i suoi ragazzi riusciranno a salvarsi, avranno il merito di farlo nel mezzo di un’annata molto complicata sul piano societario…e questi sono fattori che influiscono sulla psicologia dei calciatori.

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