
Sigarette, gradoni, la solita idea di calcio offensivo. Incurante del tempo che passa, Zdenek Zeman (classe 1947) porta avanti i suoi teoremi. Dividendo, come sempre, tifosi ed addetti ai lavori. Venerato o detestato, la dolce condanna per un vecchio volpone rimasto a contrastare l’ondata di tecnici della nuova generazione. In una piazza che lo adora, con tanti giovani pronti a seguirlo per trovare la strada giusta nel mondo del pallone. Il suo 4-3-3 è partito con il botto (26 gol tra fatti e subiti nelle prime 5 gare), mentre nelle ultime settimane si è passati alla versione 2.0 degli abruzzesi (3 gol fatti, 2 subiti, 3 clean sheet nelle ultime 4 partite). Più solidità, più concretezza: una versione che non soddisfa troppo la filosofia zemaniana ma che ha portato punti pesanti a casa. Utili a risalire la classifica dopo i tanti sperperi iniziali.






