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Pallavolo, Totire torna a casa: “Sarà emozionante”

Altre ventiquattrore ed anche il torneo di pallavolo prenderà inizio. Tutti a caccia della Sidigas Avellino attesa dal battesimo di fuoco in casa della Castellana Grotte. Per mister Michele Totire sarà come tornare a casa. Lì è cresciuto, è nato e ci è rimasto fino a 32 anni. Lì vivono ancora i suoi genitori (il padre è stato anche il presidente della società di volley locale nell’anno della storica promozione in serie A. Di certo verrà accolto con affetto e tra gli applausi, ma appena si comincerà a giocare non ci sarà più spazio per l’affetto. Totire lo sa e nella conferenza stampa di presentazione prima della partenza ammette “Mi aspetto una calda accoglienza. Avremo di fronte una squadra molto giovane ma hanno anche  Benito, Cazzaniga e Castellano, tre vecchie volpi, che sanno il fatto loro. Andiamo a giocare in una città che vive di volley e dove il volley è motivo di discussione quotidiana. Una piazza che è ripartita alla grande e cerca il giusto spazio nel panorama nazionale pallavolistico”. C’è rivalità tra Materdomini e Castellana. E proprio per questo Totire col sorriso precisa. “Personalmente ho sempre tifato Castellana, tranne che in due gare ogni stagione. Il nome della città è uno solo, però c’è tanta rivalità. Sembrerà strano ma potremmo trovarci anche nella condizione di poter avere, vista la loro storica rivalità, il palazzetto diviso a metà: uno a tifare Castellana, l’altro a tifare per noi”. Scherzi a parte, l’avventura comunque riparte alla ricerca di una stagione di prestigio. “Non sarà facile per niente – annuncia – A parte l’ambiente la prima è sempre la prima. E non dimentichiamo che noi siamo partiti, per problemi vari, al completo, solo qualche settimana fa. Abbiamo la necessità di partire con una bella vittoria. Abbiamo disputato una buona preparazione ma adesso parla il campo. Quello sarà il nostro cavallo di battaglia. E’ difficile per tutti partire con il piede giusto ma noi dobbiamo cercare di vincere subito. Con le vittorie troveremo poi il giusto equilibrio in squadra”.

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