Vincere a Cremona per cancellare Brindisi e polemiche

Siamo solo al terzo giorno del 2015 e per la Scandone già c’è da affrontare una partita con in palio qualcosa che va oltre i due punti. Perché il match di domani contro la Vanoli Cremona altro non è che uno spareggio per raggiungere Desio e le Final Eight di Coppa Italia. Entrambe le squadra hanno voglia di chiudere, definitivamente, il discorso e raggiungere un traguardo che hanno costruito giornata dopo giornata (attraverso percorsi diversi) e al quale manca l’ultimo tassello. L’ultimo tassello, a dire il vero, i lupi lo avevano anche messo 5 giorni fa, ma con 3 minuti di anticipo. Inutile girarci intorno: lo schiaffo preso da Brindisi ha fatto male, ma Cavaliero e compagni hanno già dimostrato di saper reagire ad una batosta del genere. La forza e il lavoro del gruppo hanno trasformato la rabbia per la sconfitta di Bologna nell’energia positiva che ha portato a tre vittorie consecutive (di cui due fuori casa e due con finali punto a punto), ennesima dimostrazione della compattezza di una squadra che continua a crescere sia dal punto di vista tecnico che fisico. Anche gli strascichi “verbali” delle due partite sono stati simili, con critiche a volte destabilizzanti e non costruttive e con un ambiente che, ancora una volta,ha perso l’ennesima occasione per dimostrarsi maturo. Nello sport contano risultati e obiettivi e, come scritto tante altre volte, la Scandone, al momento, è in corsa per raggiungerli: e questo dovremmo tenerlo tutti bene a mente. Non è una partita da dentro o fuori per nessuna delle due squadre perché il vantaggio di 4 punti sul gruppo delle inseguitrici a due giornate dal termine dà ancora margini di recupero ma sia Pancotto che Vitucci sanno quanto sia necessario evitare di giocarsi tutto alla 15ima giornata. Discorso che vale, soprattutto, per Avellino che fra 8 giorni al PalaDelMauro ospiterà una Varese che, in caso di vittoria casalinga con Pistoia, potrebbe tornare prepotentemente in corsa. Discorsi e calcoli assolutamente inutili da fare ora perché adesso il focus è sulla partita del PalaRadi, contro una squadra che nessuno, ad inizio campionato, aveva dato tanto in alto in classifica, ma che ha dimostrato giornata dopo giornata di meritarsi posizione e complimenti. Il coach lo conosciamo bene: Cesare Pancotto ad Avellino ha tanti estimatori e lui non ha mai nascosto il proprio apprezzamento per la città e la gente irpina. Persona e professionista di spessore, il decano degli allenatori nazionali ha forgiato una squadra concreta, che bada molto al sodo e, al contrario di tutte le altre squadre del campionato, ha il suo leader in un italiano che sta facendo registrare cifre da vera stella. Luca Vitali, dopo aver saltato le prime due partite per infortunio, ha avuto da Pancotto le chiavi della squadra e il play scuola Virtus Bologna sta pagando dividendi importanti: in quasi 33 minuti in campo segna 11.8 punti di media, prende 5.7 rimbalzi, da 5.9 assist (secondo in graduatoria), subisce oltre 6 falli a partita (anche qui secondo) per una valutazione media di 19 (quarto dopo il nostro Anosike). Numeri da leader vero, da giocatore maturo, finalmente in linea con il talento che ha sempre avuto. Accanto a lui nel backcourt c’è Kenny Hayes, talentuosa guardia (magari un po’ piccola) da 15.6 punti in 32 minuti di media. La coppia di ali è formata da due giocatori molti simili per fisico ma con caratteristiche diverse: James Bell (8.8 punti e 4.5 rimbalzi in quai 28 minuti di media) è un ottimo difensore che preferisce giocare sul perimetro, mentre Cameron Clark (13. 6 punti 6.6 rimbalzi) è un numero “4” con grande senso del gioco. A completare un’asse playpivot tutta italiana, dopo 3 giornate da Sassari, è arrivato Marco Cusin, grandissimo intimidatore d’area (quarto miglior stoppatore del torneo) e attaccante da oltre 6 punti di media. La panchina non è profondissima, ma comunque di buon livello: il sesto uomo è JazzMar Feguson, playguardia che produce 10 punti di media con il 40% da 3, mentre gli esterni sono sostituiti da Fabio Mian (18 minuti e 4 punti di media) e Nicola Mei. Sotto le plance l’ex Montegranaro Campani (oltre 20 minuti con 6.8 punti e 4 rimbalzi) cambia indifferentemente “4” e “5”. Quando si era piccoli e si giocava a calcio per strada, con porte immaginarie e scarpe consumate dall’asfalto, praticamente tutte le partite finivano con qualcuno che urlava: “chi fa questo, vince!”. Tra Vanoli e Scandone domani sarà proprio così: e sarebbe bello, oltre che di grande aiuto, che Vitucci e i suoi ragazzi affrontassero questa partita, importantissima, con quello stesso spirito di gioia e di spensieratezza. Avere la testa leggera e dimenticare le pressioni post Brindisi sono le chiavi che possono far esprimere tutto il talento di cui dispongono i biancoverdi.

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