Virtus Bologna, l’ex Valli: “Non siamo fenomeni ma siamo sulla giusta strada”

Giorgio Valli, ex coach della Sidigas Avellino da giugno ad novembre 2012 e prossimo avversario con la Granarolo Bologna dei biancoverdi domenica alle ore 18:15, ha parlato della bella vittoria conquistata domenica nel derby emiliano contro la Grissini Bon Reggio Emilia: “Non siamo fenomeni – ha detto in un’intervista odierna all’edizione bolognese del quotidiano “La Repubblica” – ma tutti ben conoscono, da Villalta in giù, il proprio ruolo. E tutti lavorano, senza sconfinamenti. Si sbaglia, certo, ma solo con questo metodo è possibile migliorare: la Virtus e se stessi. Questa etica è palpabile anche da fuori”. Se la Virtus è riuscita nell’impresa di battere a domicilio i rivali biancorossi, il merito va dato anche al calore del pubblico che in settemila hanno sostenuto Fontecchio e compagni: “Domenica siamo entrati al palazzo reduci da due ko. Ma la gente c’è stata vicino, come magari altre volte non era capitato. La diffidenza, dati i precedenti, sarebbe stata comprensibile. Invece il pubblico ci ha incoraggiato sin da prima il riscaldamento. Romanino Bertocchi mi ha detto subito: state tranquilli, farete bene”. L’atmosfera venutasi a creare ha ricordato quella che un tempo contraddistingueva Basketcity: “Il nostro stimolo è dimostrare e non mostrarsi. Il nostro messaggio non può essere quello di potenza e grandi fenomeni di quei tempi. Crogiolarsi per una partita, pensare che siamo tornati l’ombelico del nostro mondo, non esiste. Da oggi, al ritorno in palestra, tutti sanno che ci sarà sempre qualcosa da mettere in ordine. Questa Virtus deve guardare avanti se vuole camminare sicura, il passato è stato mitico, ma non c’entra. Il ciclo di crescita è ancora lungo e non siamo fuori da nessun pericolo, però posso dire che la strada è quella giusta”. Valli è ritornato anche su un dato che caratterizzando sin qui la stagione della Granarolo: “È una lacuna evidente, sulla quale lavoriamo tutti i giorni. Vale sia per gli americani che per gli italiani. Ci mancano l’esperienza, l’equilibrio e anche la tecnica per leggere le difese fino in fondo, per arrivare a tiri facili e acquisire la sicurezza per infilarli. Ci applicheremo”.

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