Ciao Commendatore, ci mancherai

Non si fa così. No, non si fa. Per me eri immortale. Uno di quelli senza età. Che aveva fatto un patto con il Padreterno. Fermare il tempo, fermarlo. Perché avevi e stavi dando il massimo. Della simpatia, della sfrontatezza. Invece no. A sei passi da quota 95 hai deciso di lasciarci. Lasciando un vuoto immenso. Lasciando i sogni a metà. Appesi ad un filo indelebile. Quel filo che ti legava alla tua città, alla tua provincia, alla tua terra. Al tuo lupo. Che qualche anno fa ci ha lasciato nel fallimento della gestione Pugliese ma è continuato a vivere con quella Taccone. E tu, Commendatore, non avevi mai battuto ciglio. Perché il calcio ce lo avevi nel sangue. Anche quando pur di garantirne la sopravvivenza ti mettesti contro una tifoseria intera. Ora, che te ne sei andato, sei riuscito a strappare lacrime ai più anziani. E ai più giovani. Gli amici e i nemici ti ricorderanno come l’immortale. Si, per me, e per tutti resti immortale. Con una sagoma inconfondibile.  Quella del duro ma dal cuore grande. Ciao Commendatore. Ciao. Da chi ti ha voluto bene e da chi ti ha fatto del male, nel corso della tua lunga vita. E che adesso piange con tutti noi. Perché eri, sei e resterai un grande. Un grande lupo, un grande Presidente.

Massimiliano Santosuosso

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