Colomba: “Dieci giornate per capire che Avellino è”

Una bandiera dei lupi. Cinque anni di serie A non si dimenticano. Franco Colomba porta l’Avellino nel cuore. Sempre disponibile a parlare dei colori biancoverdi. “Con questo pubblico si può sognare”. Il concetto che ha fortemente ribadito il tecnico è stato proprio questo. E non solo. Parla della serie B. Conferma la difficoltà del campionato, conferma gli ultimi contatti con il Latina (poi saltati dopo l’esonero di Auteri ndr). Tiene sempre aperta la porta ad un eventuale ritorno in Irpinia. Parla a 360 gradi, conferma che la salvezza va conquistata in casa e non si sbilancia sui pronostici. Serviranno dieci gare per sapere quali saranno gli equilibri di questo torneo, quali saranno le eventuali sorprese e come bisognerà comportarsi.

Avellino k.o. a Lanciano dopo tre risultati utili. Questa disfatta potrà servire per ricominciare con più umiltà?
Non c’è nulla di strano nella disfatta di sabato. Giocare a Lanciano è difficile. E’ un campo molto ostico e ci sta una sconfitta di misura”.

Cosa pensa del campionato”. dell’Avellino finora?
“L’Avellino sta facendo il suo onesto campionato. La sua vera forza è il pubblico. I tifosi sono di un’altra categoria. La squadra è stata ben costruita dalla società. I problemi arriveranno, ma l’attenta dirigenza irpina saprà come agire in quel caso”.

L’attuale rosa dell’Avellino può ottenere la salvezza?
“L’Avellino ha avuto un grande inizio di campionato. Si è andati al di là delle aspettative. Per capire davvero se la salvezza può essere alla portata, bisognerà aspettare almeno una decina di giornate. Poi si potrà davvero capire a cosa può puntare questa squadra”.

Come sarà questo torneo cadetto? Equilibrato, oppure ci saranno squadre che ammazzeranno il torneo?
“Sarà piuttosto equilibrato. Non ci saranno spaccature in classifica. Con la nuova riforma ci sono più posti per i play off. Più della metà delle squadre può puntare agli spareggi promozione”.

Chi sono per lei le favorite al salto di categoria e le squadre che invece contenderanno la salvezza all’Avellino?
“Piazze come Siena, Palermo, Brescia, Novara e Varese possono ambire alla serie A. L’Avellino oggi può considerarsi una di loro. Perché, ripeto, ha un pubblico straordinario e in serie A servono tifoserie così calde e numerose. Ma in questa stagione sarebbe un grande risultato solo il sognare di ambire ai play off”.

Ricorda la stagione 2005/06? Cosa andò storto in quel torneo di B in cui lei allenò i lupi?
“Ricordo molto bene. Quell’anno presi la squadra in corso d’opera, all’ultimo posto. Facemmo un girone di ritorno straordinario. Andò storto che andammo a giocare le due partite di play out fuori casa. E i goal fatti a Perugia dall’Albinoleffe furono decisivi. Purtroppo non bastò la vittoria a Bergamo per salvarsi”.
Lei attualmente è senza squadra. Ha avuto proposte? E se in futuro l’Avellino la richiamasse?
“Qualche offerta l’ho avuta. Ma alla mia età ho bisogno di progetti speciali. Come ad esempio ottenere una salvezza in serie A o una promozione dalla B. L’Avellino ha un grande allenatore. Non ha bisogno di Colomba ne ora ne in futuro. Avellino per me rappresenta i cinque anni di Serie A da calciatore. Conosco la piazza. Mai dire mai. Avellino non si può dimenticare mai anche perchè è una piazza da grandi tradizioni calcistiche. Ti dà tanto e ti leva tanto in quanto a pressioni”.

 

Alessio Limone
Tratto da: Il Corriere dell’irpinia di Gianni Festa

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