SERIE B

Editoriale – Riaccendiamo la passione con la maglia del passato. Ai calciatori dico: “Onoratela”

Questa maglia piace. Eccome piace. Una mossa azzeccata. Una mossa che non può non riaccendere la passione. Ricorda i vecchi tempi, qualcuno la definisce “vintage”. Ma quale vintage, a me ricorda la serie A. Ero piccolino, come molti che affollano lo stadio oggi. Ricordi sbiaditi ma non sarà una colpa. No. Non può esserla per l’età. Sono riuscito a vedere solo l’ultimo anno di serie A. Papà mi portava in Curva Nord, tra i tifosi della Roma, del Milan, della Lazio. Quello si che era pallone. Era il calcio della passione, degli sfottò. Tutti mescolati come un arcobaleno di colori. Oggi invece il calcio lo stanno abbattendo a colpi di leggi che devono essere interpretate. La chicca della discriminazione territoriale è la ciliegina sulla torta. Un’arma che, attenzione, è a doppio taglio. Perchè poi, riflettendoci bene, se io voglio ricattare la società mi viene anche facile. Ma qui il discorso si amplia, si rischia di interptrare male il mio pensiero. Ma chi vuole capire capisca. Stiamo divagando. Parlavo della maglia, della passione, del cuore biancoverde. Finalmente maglia verde con colletto alto, pantaloncino bianco, calzettone verde. I più anziani la accostano a quella degli anni d’oro. ne sentivo parlare per strada, stamattina. I vecchietti, gli uomini di mezza età, anche i più piccini. Ai nostri figli piace. E’ bastata una maglia per riaccendere la passione. Il resto lo sta facendo la squadra con il tecnico Rastelli. La comprerò appena sarà on line per i miei due figli. Sarà bello vederli passeggiare per il corso con i colori biancoverdi. Sarà bello rivedere le vie della città colorate di biancoverde. Tutti, amici, riaccendiamo la passione. Facciamo capire che Avellino vuole la serie A. Facciamolo capire anche ai piani alti della Lega che avellino non è seconda a Siena e Palermo. Diamo un segnale di forza: riempiamo il Partenio. Affolliamo. Riempiamolo anche quando farà freddo, pioverà. Facciamo capire che siamo tornati. E ritornando alla maglietta, è bella. Bella assai.  Ai calciatori dico: onoratela. Fino alla fine.

 

 

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