SERIE B

Mario Piga, predica calma: “I risultati arriveranno”

La sua storia è ben nota a tutti. 11 giugno 1978, una data indelebile per tutti i tifosi dell’Avellino. Proprio quel giorno iniziò la storia della provinciale più bella d’Italia, l’Avellino della Serie A. Una promozione ottenuta grazie alla vittoria ottenuta contro la Sampdoria vinta per 1-0. Decisiva fu la rete realizzata da Mario Piga, che fece toccare il cielo con un dito ai 1500 tifosi che avevano invaso Genova. Il nuovo corso dell’Avellino è cominciato solo da tre giornate. Per i lupi quattro punti raccolti in tre partite. Una sola vittoria giunta fin qui. Piga però predica calma e dichiara «L’Avellino ed i suoi tifosi devono pazientare un pochino. E’ cominciato un nuovo corso con giocatori nuovi che devono entrare ancora nei meccanismi di Rastelli». Per la serie la calma è la virtù dei forti. Non fa drammi l’ex Atalanta su i quattro punti conquistati dall’Avellino fino qui «Quattro punti? Un bottino non da poco. Chi parte bene è a metà dell’opera. Si è vero lo scorso anno era diversa. Ma anche l’Avellino è mutato nel tempo con nuovi innesti e nuovi arrivi. Lo scorso anno tutti abbiamo sognato ad occhi aperti. Anche io avevo quasi realizzato che potessero arrivare i play off. La sconfitta di Padova di certo non l’aspettavo, soprattutto con una squadra già retrocessa. Ma il passato lasciamolo alle spalle ora è tempo di concretizzarsi su questo nuovo corso». Ha spiegato Piga Ma il pensiero dell’ex folletto biancoverde ricade sul fattore più importante del panorama biancoverde, il tifo «Avellino è una piazza calda, quel fattore che da gli stimoli giusti ha bisogno di aspettare, di stare sereni e soprattutto di essere tranquilli. Rastelli sa quello che fa. Per carburare bene ci vorranno un po di settimane». La nuova stagione biancoverde è ricominciata nel segno di Castaldo «Gigi ormai è una garanzia non c’è che dire. Può fare ancora meglio dello scorso anno. Uno come lui può far maturare al meglio anche l’ex Olbia, Demiro Pozzebon, che è vero che sta soffrendo lo scotto del duplice salto di categoria, ma metterà in mostra di che pasta è fatto. Un paragone dell’Avellino di oggi al mio? E’ un pochino diverso. Lì davanti “avevamo la banda bassotti” eravamo piccolini ma scattanti. Un paragone azzardato è quello di metterci alla pari del Barcellona attuale piccoli ma davanti facevamo paura. Sulla sfida di Latina? Voglio i tre punti anche io».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back to top button