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L’analisi – La nebbia non si dirada. Messina ultima chiamata

Il punto dopo la sconfitta di ieri

L’Avellino va ko anche a Monopoli, collezionando la seconda sconfitta in tre gare di campionato. La nebbia che avvolge l’ambiente biancoverde non si dirada neanche nel primo turno infrasettimanale della stagione. Nonostante il buon approccio, decisamente diverso da quello visto nel corso delle gare precedenti, la svolta non è arrivata. Anche perché i lupi hanno deciso di tirarsi la zappa sui piedi da soli, regalando i due gol agli avversari, felici nello scartare i doni come i bambini la mattina di Natale. Con la seconda rete, errore grave di Marcone in impostazione, che è il manifesto di quello che l’Avellino di Taurino vorrebbe essere ma che al momento non è.

Nella ripresa il tecnico pugliese ha provato a mischiare le carte cambiando giocatori e modulo ma non ha ottenuto le risposte che cercava. Escludendo le due sassate di Casarini, i biancoverdi non hanno praticamente mai impensierito la porta di Vettorel, denotando evidenti limiti nella qualità della manovra. Il fischio dell’arbitro ha sancito un nuovo ko che tiene i lupi incollati sui bassifondi della classifica.

Le chiacchiere adesso stanno a zero, servono soltanto i fatti. La gara di domenica con il Messina dell’ex Auteri rischia di essere l’ultima chiamata per mister Taurino e per il progetto tecnico avviato con grande entusiasmo dalla società solo qualche mese fa. Contro i giallorossi, in un inedito incrocio salvezza (nessuna ironia, la classifica attuale emette questa sentenza), non ci potrà essere nessuna alternativa ai tre punti. Bisognerà capire con quali armi deciderà di giocarsela l’ex tecnico del Francavilla. Mantenere fede alle proprie idee e rischiare di affondare definitivamente o provare a cambiare afferrando con le unghie una scialuppa di salvataggio? Bel quesito, per la risposta ripassare domenica intorno all’ora di cena.

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