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Padova-Avellino 1-1, le pagelle: cuore Maniero, Dossena paga l’unico errore

Le pagelle dei calciatori biancoverdi

Pane 6,5: chiamato a sostituire lo squalificato Forte, risponde ancora una volta con esperienza e mestiere. Attento e sicuro su Chiricò in due occasioni, avrebbe forse potuto fare qualcosa in più nell’azione del gol. Nel complesso però merita lodi, considerate le grandi parate su Curcio e sullo stesso Kresic. Ammonito nel finale per perdita di tempo.

Laezza 6: al rientro dalla squalifica, Braglia decide di schierarlo da terzino in un’inedita difesa a 4. Il capitano si disimpegna con buoni risultati, facendosi trovare pronto in alcune situazioni delicate. Ammonito al 13’ per un fallo su Ronaldo a metà campo, viene sostituito all’intervallo.

(dal 46’ Fella 6: il suo ingresso consente al lupo di cambiare pelle dal punto di vista tattico, anche se l’ex Monopoli risulta poco attivo in fase offensiva).

Miceli 6,5: complici le numerose squalifiche, torna a sorpresa tra i titolari per il cambio di assetto adottato da Braglia. Nel primo tempo cerca di prendere le misure, risultando impreciso in qualche circostanza; con il passare dei minuti – e il ritorno alla difesa a 3 – crescono confidenza e fiducia. Ottima lettura della gara sotto tutti i punti di vista, non era semplice.

Dossena 5,5: i primi 30’ di gara sono ancora una volta molto positivi, con 2-3 interventi in anticipo puliti ed efficaci. Ha il grave demerito di perdersi Kresic sull’angolo del vantaggio biancoscudato, un errore che pesa tanto sull’economia del match e che condiziona il giudizio di una partita nel complesso ancora positiva.

Ciancio 6: ha passato tutta la stagione a fare il jolly e anche questa sera gli viene chiesto di adattarsi, stavolta nel ruolo di terzino sinistro. Lo fa con la solita diligenza, senza mai sbilanciare la squadra. Ammonito per un battibecco con Kresic, salterà la gara di ritorno.

Rizzo 6: la sua partenza è soft, come quella di tutta la squadra d’altronde. Nella ripresa cresce e interpreta meglio il ruolo di esterno destro, gestendo con lucidità e freschezza alcune uscite di palla nel momento migliore dei lupi.

Carriero 6,5: il numero 21 dei lupi è ancora una volta tra i migliori in campo in virtù di un atteggiamento e di un carisma fuori dal comune. “Cattivo” e lucido al tempo stesso, cerca in tutti i modi di evitare un giallo che però arriva al 45’ e lo costringerà a saltare il ritorno. Nella ripresa impegna severamente Dini dal limite dell’area.

De Francesco 6: com’è spesso capitato in stagione, Braglia gli chiede di sdoppiarsi e di dare una mano in entrambe le fasi. La risposta dell’ex Reggina è timida nei primi 45’, ma nella ripresa il numero 10 cresce, risultando prezioso per gli equilibri tattici della squadra.

(dall’88’ M. Silvestri s.v.: entra nel finale per dare fosforo alla mediana).

Tito 5,5: non ha la freschezza atletica dei giorni migliori e infatti la sua prestazione ne risente. Poco efficace al cross, fa mancare il suo solito apporto di qualità alla manovra offensiva dei lupi. Stringe comunque i denti offrendo un contributo generoso alla causa in termini di ripiegamento.

(dal 67’ L. Silvestri 6: il suo rientro dopo quasi 2 mesi di stop è una nota lieta per mille motivi. Ci mette subito il cuore, provando anche a rendersi pericoloso su palla inattiva).

D’Angelo 6,5: come De Francesco si sdoppia in più ruoli e in più momenti della gara, sfruttando il dinamismo che lo contraddistingue. Prova la conclusione della domenica al 17’, con un tiro dai 35 metri che si spegne a fondo campo. Poi tanto fosforo, qualche buon intervento difensivo e un altro tentativo molto interessante al 79’. Propositivo.

Maniero 7: conferma il trend di questi playoff, giocati con spirito e cuore ancor prima che con la tecnica. Nel primo tempo si sacrifica per la squadra, subendo tanti falli, nel secondo diventa protagonista. Si procura il rigore subendo una smanacciata da Della Latta. Sbaglia il penalty, ma sulla ribattuta è lesto a ribadire in rete di testa.

(dal 73’ Santaniello 6: entra al posto di un esausto Maniero, lotta con astuzia sfruttando le sue doti fisiche e atletiche).

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