SERIE B

Dopo Chiffi, Cervellera: altro nome da segnare

Accade che alla fine recrimini. Per aver sofferto troppo nel primo tempo e ad inizio ripresa. Accade che prendi uno schiaffo di quelli forti che ti fanno girare la testa. Sempre quel maledetto gol su palla inattiva. Calcio d’angolo Cottafava che è alto e grosso salta da solo e ti infila. E’ lì comincia la partita. Non prima aver maledetto a gran voce uno che non sai se l’hanno mandato o ci è venuto. Un tal Cervellera di Taranto che quando ha di fronte l’Avellino vede rosso peggio dei tori infuriati. Che nonn ti concede un rigore grosso quanto una casa su una netta trattenuta in area nel primo tempo sul bulgaro Galabinov. E poi completa l’opera decidendo, nel dubbio, di non dare il gol a Castaldo che sotto misura la aveva appoggiata in rete a portiere battuto. Ma nel mezzo, dopo lo schiaffo bello e piazzato del Latina, viene fuori l’Avellino che conosci. Quello che a Novara non si era visto. E viene fuori Rastelli che si mette col 4-2-1-3 con Biancolino rispolverato attaccante d’area, Castaldo al fianco, Galabinov a sinistra e Camillo Ciano dietro. E accade che il Latina va contemporaneamente in debito di ossigeno e di idee. Comincia ad imbarcare palloni che piovono come pioggia dal cielo. Da destra a sinistra, dal centro. Ma non entra, non vuole entrare. Galabinov ci prova pure su punizione. Niente. Castaldo, ma non è la sua serata, che incorna di testa e iacobucci fa il miracolo. Maledetto 2014 cominciano a pensare i tifosi quando il quarto uomo alza la tabella con minuti 4 di recupero.
E così accade che mentre la Curva Sud (che festeggia il ritorno dei suoi diffidati) intona il coro “Fino al 90”, su un lancio Biancolino la appoggia delicata per Ciano che entra in area e fa venire giù lo stadio. Pensi che è finita. Macchè. Ciano come un demonio va a prendere la palla in fondo al sacco. Palla al centro. Due alla fine. Il Latina ha paura. E l’Avellino si incanta, si infiamma. Cominciano a piovere di nuovo palloni. A destra e a sinistra. E a venti secondi dalla fine Biancolino appoggia un pallone d’oro sui piedi di Gigi Castaldo.
Si ferma il cronometro, il Partenio tira un sospiro di sollievo. Un istante lungo una vita. Castaldo contro Iacobucci: a tu per tu, a petto a petto. Ma Gigi, fino a quel momento stoico a beccarsi legnate, fa la cosa che un attaccante non farebbe mai. Di destro, con iacobucci battuto, tenta la giocata a superarlo. Di pallonetto. Maledizione di una maledizione: palla fuori, Rastelli impreca, i tifosi non ci possono credere.
Gol mangiato e Cervellera che si libera dalla giornata mostruosamente incolore con il triplice fischio finale. Il Partenio-Lombardi applaude lo stesso: un pareggio dopo una sconfitta sempre buono è. Ma dalla paura, dalla sconfitta fino al 91’, alla occasione sprecata di passare in vantaggio e bagnare il 2014 con una vittoria. Niente da fare: appuntamento con i tre punti rinviato. Ma una certezza: quella di aver ritrovato l’Avellino del girone di andata che ha lottato con il cuore dopo la sberla subìta. E poi Rastelli. Il tecnico che inventa la squadra e che a dieci dalla fine si gioca l’ultima carta del Pitone. Alla fine risulterà vincente. Ma rispetto a Novara l’Avellino ha trovato un Ciano in più. Riesce a dare imprevedibilità e soprattutto areosità alla manovra biancoverde. Quella che era cominciata come la notte delle streghe, finisce con la notte dei rimpianti. Gigi che divora un gol già fatto e i tifosi che tornano a casa con un mezzo sorriso. Bisognerà soffrire. Ancora, ancora ed ancora. La B è questa.
Nella notte stregata del calciomercato dove non si riesce a piazzare nè Massimo e Abero. L’Avellino si deve fermare sul no della Ternana su Zito. Ma adesso è finita. A Rastelli il compito di resettare tutto e ripartire. Magari da Terni con una bella vittoria. Perchè contro il Latina l’Avellino dai due volti si è fermato al 93’ sulla occasione di Gigi Castaldo.
Massimiliano Santosuosso (TRATTO DA IL CORRIERE DELL’IRPINIA)


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