Scandone, un annus horribilis: dalla Champions League all’anonimato passando per il “patto tra gentiluomini”

Scandone, un annus horribilis: dalla Champions League all’anonimato passando per il “patto tra gentiluomini”

Il 2019 è stata la peggiore stagione da ricordare per il sodalizio cestistico avellinese

di Davide Baselice, @davidebaselice

Consentiteci un pizzico di ironia in quest’ultimo giorno del 2019. Un anno per la Scandone Avellino, a nostro modo di vedere, sfortunato a tratti e da condannare per altri aspetti.

Il presente parla di una militanza nel campionato di serie B dove l’obiettivo è la salvezza. Inutile ricordare il confronto con le sfide playoff giocate al Mediolanum Forum di Milano (l’unico aspetto  positivo da sottolineare)  piuttosto che la nota rivalità nella post season contro la Grissin Bon Reggio Emilia negli spareggi scudetto della stagione 2015-2016. Una PaladelMauro gremito con oltre cinquemila cuori biancoverdi a spingere l’allora squadra di Stefano Sacripanti verso un sogno chiamato finale scudetto. Un ricordo che resterà tale.

Una eccellenza sportiva finita nell’anonimato della pallacanestro italiana e costretta a ricostruire dalle ceneri un castello andato in fiamme nell’estate 2019 dopo diciannove anni di serie A. Dai sintomi delle prime difficoltà societarie  dello scorso inverno (ricordate il -46 incassato a Trieste e i ritardi nel pagamento che tennero banco la settimana successiva col rischio di esclusione dal campionato?)  fino ad arrivare all’incredibile sequenza di infortuni che minarono la solidità del roster allora guidato da Nenad Vucinic. Una scommessa persa dall’allora Direttore Sportivo Nicola Alberani con una squadra capace di gettare al vento l’opportunità di qualificare alla seconda fase della Basketball Champions League (la tripla sputata dal ferro di Silins in terra lettone nell’ultimo turno di regular season) e – dopo pochi giorni di febbraio – uscire al primo turno delle Final Eight di Coppa Italia al Mandela Forum di Firenze. Seguì una striscia negativa di risultati che portarono all’esonero del coach ex Forlì e la scelta di puntare sul suo vice, Massimo Maffezzoli.

Da giugno in poi la storia è nota. De Cesare e la sua azienda che alzano bandiera bianca con la pallacanestro “scaraventandola” in serie B dove la gravissima situazione debitoria del club non avrebbe condizionato la partecipazione al campionato. Anche in questo caso la lungaggine dei tempi che contraddistinguono l’operato sportivo dell’azienda partenopea  mettono a rischio la presenza de lupi nella terza serie cestistica tricolore. Arriva l’ora del Sindaco di Avellino, Gianluca Festa, che trova la collaborazione dell’amico e imprenditore Gerardo Santoli per programmare al minimo quella che dovrà essere l’annata biancoverde in serie B. La nuova gestione è esclusa dal doversi preoccupare dei debiti e lodi , relativi alle precedenti annate in Legabasket.  In una intervista rilasciata a Primativvù il 9 ottobre 2019 lo stesso Amministratore Unico Santoli dichiara: “Sapevamo dei lodi ma c’è un patto tra gentiluomini con la vecchia gestione e sono sicuro che sarà rispettato. Non posso pensare altrimenti.”

Una espressione virgolettata – quella che vi riportiamo nel titolo di quest’articolo – che non è passata inosservata nella maniera più assoluta tanto da generare più di una ironia sui social network. Il risultato qual è stato? Che la cosiddetta nuova Scandone ha dovuto sborsare dei soldini per permettere l’arrivo di rinforzi alla corte di coach Gianluca De Gennaro, un capitano coraggioso che per amore verso la sua città e la “Beneamata” ha accettato di guidare questa nave in balia di un mare in tempesta. Sul parquet i risultati faticano a vedersi. E chi ha visto qualche gara o letto le cronache giornaliere conosce i motivi di questo andamento. E con Santoli che ha salutato tutti nel momento di messa in liquidazione della società per azioni.

Il futuro è un rebus. Avellino ha il mercato bloccato e, allo stesso tempo, necessità  di rinforzare la rosa con giocatori di esperienza per la categoria. La Sidigas ha detto addio al sogno di gestire una squadra di calcio ritornando alle vecchie origini ovvero essere proprietaria della sola compagine di pallacanestro. Ma con quale finalità? Assumersi finalmente le responsabilità dinanzi allo scempio gestionale compiuto in passato? Entro il 10 gennaio saranno davvero pagati i lodi pregressi? O continuare con questa farsa che ha prodotto l’allontanamento e la disaffezione di numerosissime persone che si erano avvicinate al mondo della palla a spicchi?

Caro 2020 illuminaci tu…

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