Avellino, la strada verso la B: servirà un’impresa da gladiatori

Per il sogno promozione ci sarà bisogno di un cammino epico

di Domenico Abbondandolo, @domenicoabb

“La voglia di giocare questi playoff è illimitata. Mi sento un po’ come il Gladiatore. Non partiamo con i favori del pronostico, ma per chiunque affrontare l’Avellino sarà una battaglia vera”. Sin dall’annuncio ufficiale della volontà da parte della società di partecipare ai playoff, Ezio Capuano ha subito chiarito quale dovrà essere la fonte d’ispirazione del suo Avellino, chiamato ad un percorso eccezionale nella scalata alla B: il Gladiatore di Russell Crowe.

Come Massimo Decimo Meridio, la squadra biancoverde ha raggiunto il proprio obiettivo superando una serie impressionante di difficoltà. Le feroci critiche al suo arrivo e i due cambi societari non hanno scalfito la forza interiore di mister Capuano, che si è anzi esaltato. Contro tutto e tutti, il suo Avellino ha agguantato l’imprevedibile accesso ai playoff e ora è intenzionato a dare filo da torcere a qualsiasi avversario.

Impresa sportiva

Tanto Capuano quanto il presidente D’Agostino hanno fatto intendere a chiare lettere che l’Avellino giocherà per il salto in B. Senza pressioni, senza l’opprimente status di favoriti, ma con la consapevolezza e la lucida follia di poter puntare all’impresa, come la storia di questo club impone.

Di impresa si tratta, infatti, visto lo scenario previsto dal regolamento. Per arrivare fino in fondo, i lupi sarebbero costretti ad affrontare sei gare – quasi certamente tutte su campo avverso -, con l’obbligo di vincere entro il 90′ le prime quattro. Stando al regolamento, infatti, in caso di parità passerebbe la squadra meglio piazzata secondo le classifiche dettate dall’algoritmo, dove i biancoverdi occupano il terzultimo posto (meglio solo di Sambenedettese e Juventus U23).

A quel punto, in caso di eventuale accesso alle Final Four, la formazione di Capuano dovrebbe giocare altre due gare – ancora una volta fuori casa – ma con la possibilità di pareggiare prima dei calci di rigore. Insomma, per sognare la promozione all’Avellino servirebbe una vera e propria impresa epica. Un’impresa da gladiatori.

Gladiatori

Ed è qui che entra in gioco il modello citato da Capuano, lo spirito da gladiatori che può azzerare il gap e spingere i biancoverdi con il cuore oltre l’ostacolo. Lo stop forzato e la precaria condizione atletica possono venire in soccorso ai lupi, pronti a far valere la forza del gruppo e quella mentale.

L’impresa è da vertigine e forse al limite della realtà, ma se ti chiami Avellino il coraggio e la determinazione non possono mai mancare. Anche perché “a nessuno arriva mai qualcosa che non sia in grado di sopportare”. E allora non resta che affidarsi al generale Capuano e prepararsi, subito dopo il suo segnale, a “scatenare l’inferno“.

 

 

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