Sidigas, «ricomincio da tre»

Frank Vitucci (foto www3.varese3news.it)
Frank Vitucci (foto www3.varese3news.it)

Tra le diverse cause che hanno spinto la Sidigas Avellino a recitare un ruolo di secondo piano all’interno di questo campionato vi è certamente un rendimento in trasferta del tutto negativo che, riportato in ambito scolastico, spingerebbe qualsiasi professore a rimandare Lakovic e compagni ai cosiddetti esami di riparazione di settembre. Le sole tre vittorie conquistate nell’annata che sta per volgere al termine, sfiorano di un nulla il peggio record  messo a segno dalla Scandone nel corso delle quattordici apparizioni nel massimo torneo nazionale. Il riferimento va all’Air di Zare Markovsky, David Vanterpool e Larry Middleton che nella regular season 2002/2003 riuscì a farsi strada lontano dal PalaDelMauro in sole due circostanze: nella visita alla Scavolini Pesaro (88-98 il 1 dicembre 2002), guidata in panchina da Marco Crespi (adesso capo allenatore dei Campioni d’Italia della Montepaschi Siena), e al PalaTrieste contro l’Acegas (98-102  il 13-04-2003). Un’avversaria che annoverava vecchie e future conoscenze del basket irpino: Nate Erdmann, un giovanissimo Daniele Cavaliero, Roberto Casoli e coach Cesare Pancotto. Due successi decisivi nella corsa alla salvezza. Diversi, al contrario, gli obiettivi del club di patron Gianandrea De Cesare che, rispetto a dodici  mesi, tra infortuni, cali di forma ed epurazioni di atleti, ha fatto anche peggio: dieci i punti messi in cascina nel lungo tour sui vari parquet del Belpaese nel 2012/2013: Venezia, Biella, Brindisi, Roma e nel derby a Caserta. Ironia del destino ha voluto che la Sidigas, versione Vitucci, ha rimediato una sola vittoria in casa di quattro delle cinque avversarie menzionate (ad eccezione di Biella attualmente impegnata nei playoff della Legadue Gold contro Torino). A Roma, il 2 febbraio scorso o prima ancora a Bologna il 22 dicembre, ci si era illusi che Avellino avrebbe potuto dare la giusta sterzata ad un percorso fatto di molte ombre e poche luci. Ed invece la storia ci consegnerà un sodalizio biancoverde che si congeda da questa manifestazione con cinque stop di fila (Caserta, Cremona, Siena, Brindisi e Montegranaro), tenendo conto anche di quanto accaduto nel girone d’andata quando il team di Vitucci è tornata a mani vuote al termine della doppia trasferta lombarda (Varese e Cantù) o nello sfortunato finale del Palaserradimigni di Sassari o nelle debacle di Venezia e Pesaro (sic) senza dimenticare il – 36 di Milano. I numeri dicono che la Sidigas ha realizzato 80,3 punti di media nei tre colpi esterni, tirando col 52,1% da due, il 30,4 % dall’arco dei tre punti, catturando 39,7 rimbalzi e smazzando ben 17,1 assist. Nelle dodici sconfitte netto il calo alla voce punti realizzati (71,7); giù anche la percentuale nel tiro in avvicinamento a canestro (44,7%). Migliori, tuttavia, le statistiche nelle conclusioni dai 6,75 metri (33,1 %) così come i tentativi dalla linea del tiro libero (81,5 %). Un bottino magro per provare a salvare un cammino palesemente disputato al di sotto delle aspettative e che dovrà fungere da monito ed insegnamento per il futuro. E per dirla alla Massimo Troisi «Parto e ricomincio da tre». (Davide Baselice)

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