E finalmente arrivò anche la prima vittoria casalinga del 2015. Ci sono voluti quasi tre mesi e un girone intero (ultima vittoria al PalaDelMauro il 13 dicembre contro Roma, prossima avversaria) ma, finalmente, il pubblico biancoverde torna a casa con il sorriso e un minimo di fiducia in più per le ultime 6 partite.
Adesso, sarebbe troppo facile, oltre che poco corretto da parte nostra, dare la colpa a coach Vitucci, ma è altrettanto evidente che la larga vittoria di questa sera contro la Virtus Bologna ha un solo protagonista che, per di più, non ha messo per un secondo il piede sul parquet. Fabrizio Frates in 3 giorni ha rinvigorito questa squadra, soprattutto da un punto di vista mentale. Lo si é visto nella costante aggressività messa in campo da Green e compagni che ha stritolato la Virtus pian piano, soffocandola definitivamente nel terzo quarto in cui Bologna é stata costretta ad 11 perse (29 in totale, un’enormità) e a solo 7 tiri tentati dal campo.
Oltre a cambiare l’atteggiamento e il body language di una squadra del tutto amorfa per quasi 3 mesi (e già questo sarebbe stato più che sufficiente), coach Frates ha cambiato anche molto nella gestione di uomini e situazioni. Lo si é capito fin dalla palla a due e dal quintetto messo in campo: Gaines di fianco a Green in cabina di regia e Hanga dalla panchina, probabilmente per avere una maggiore profondità e varietà di rotazioni e per sopperire all’assenza di Cavaliero (problemi fisici). E la cosa ha portato subito i risultati sperati, con l’ex Jazz che ha giocato alla grande in avvio su entrambi i lati del campo e ha chiuso con estrema lucidità (15 punti con 6 rimbalzi, 6 assist e 2 recuperi) e l’ala ungherese che, oltre alla solita partita a tutto tondo (5 recuperi, 2 assist, 5 falli subiti) ha messo anche 23 punti (suo massimo in canotta Scandone).
Sono piaciute anche alcune situazioni tecniche, come per esempio la difesa sul pick and roll che portava dentro il palleggiatore, facendo collassare la difesa, o la ricerca sistematica del contropiede (spesso anche da canestro subito) per cercare di non far schierare la difesa. Si é cercato ancora poco il tiro da fuori (4/9), ma perché la palla riusciva ad andare dentro con i tempi e gli spazi giusti (31/51 da due). La grande aggressività offensiva dei lupi é testimoniata anche dai 28 liberi tirati nei quarti centrali (saranno 34 in totale con 22 realizzati), frutto anche di una grandissima voglia di passarsi la palla come testimoniano i 25 assist totali, miglior dato per distacco di tutto il campionato.
In parole povere, alla prima sulla panchina biancoverde, sia i numeri che la prestazione sono dalla parte di coach Frates e, per quanto Bologna ci possa aver messo del suo, i meriti del coach milanese sono tanti ed evidenti. I quarti centrali (vinti 55-35) sono la fotografia di una squadra sicuramente viva che ha anche una buona propensione alla lotta e che, sopratutto, oggi é riuscita a coinvolgere i suoi tifosi, così come chiesto da coach Frates. É da questi due quarti che bisogna ripartire: la strada é tracciata, l’obiettivo é sempre lì, anche se il tempo stringe e diventa tutto più difficile. Ma sapere che adesso c’è un motivo per cui venire al palazzetto é la vittoria più importante di questa sera.






