Castaldo e Ardemagni festeggiano il successo sul Brescia

Avellino – Certezze, promesse, scommesse e un voto finale: sei d’accordo?

[tps_title]La mediana[/tps_title]

Se sulla difesa c’è stato un notevole intervento di restyling, non si può dire lo stesso per il centrocampo. In mezzo l’Avellino ha chiuso soltanto due colpi, anche se si tratta di due potenziali titolari. L’arrivo di Di Tacchio permette ai lupi di rimpolpare la mediana. Una mediana che appare quadrata, con una soluzione in più in termini di qualità di palleggio grazie all’ex Pisa, ma fin troppo scolastica. Manca un centrocampista dinamico capace di garantire il cambio di passo e di dare imprevedibilità e accelerazioni alla manovra. Se si fosse riusciti a vendere Paghera, sgravandosi così anche del suo ingaggio, rimpiazzandolo con un giocatore dalle caratteristiche diverse, allora il reparto sarebbe stato davvero completo. In uscita la cessione di Omeonga ha tutto sommato permesso di fare una buona plusvalenza e, soprattutto, di portare a casa Morosini dal Genoa (ne diremo a breve). Sugli esterni il folgorante inizio di stagione premia la scelta della società e di Novellino di dare un’altra chance a Molina. I problemi fisici sono davvero solo un brutto ricordo. Un giocatore come il classe ’92 con corsa, piedi buoni ed esperienza può garantire il salto di qualità al gioco dei lupi che si sviluppa prevalentemente sulle corsie laterali. Con Gavazzi ancora ai box, toccherà a Camarà dare una mano sulle fasce. L’inizio di stagione è stato positivo anche per il giovane guineense. Certo è che un calciatore più esperto e magari capace di giocare su entrambi i binari (Melara?) avrebbe permesso a Novellino di alzare ancor di più l’asticella.

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