“Sul carro c’è un posto per i play-off”

Ci sono cose che non puoi capire se non riesci ad emozionarti. Ci sono cose che meritano di essere vissute. Perchè fanno parte delle tue origini. Quando vedi una squadra giocare per una provincia intera, e magari vincere, allora, spesso, e alla fine, non puoi vergognarti di lasciare andare qualche lacrima. Non prima di aver imprecato contro Castaldo (ma come si fa ad imprecare contro Castaldo!!) o Kone, o Zito, che con il Modena ridotto in 9, non riescono a chiuderla la partita. Ma fa parte del calcio. Fa parte di tutto. E alla fine di questa splendida giornata che vede l’Avellino espugnare Modena dopo quasi 30 anni, allora ti accorgi che il vento è cambiato e che forse, dico forse, aggiungo forse, ed ancora forse, questo Avellino può puntare veramente ai play-off. Non prima, però, di aver fatto tre doverose riflessioni sul pubblico, sullo staff tecnico, sulla squadra.

IL PUBBLICO – “Ma in casa quando giocate?” – cantavano dal Braglia i 500 e passa tifosi biancoverdi. Che hanno ammutolito i tifosi avversari con bordate di fischi quando osavano alzare qualche coro. Succede in serie B, campionato cadetto. Primi per presenze in trasferta dopo la “dolorosa” decisione di tesserarsi stanno dando spettacolo ovunque. “Un pubblico da serie A” li ha definiti Rastelli ai microfoni di Sky dopo la vittoria contro il Catania e oggi contro quella del Modena. Un modo del tutto chiaro per far capire a livello nazionale di che pasta sono fatti. Mostruosi contro il Catania nell’ultima gara interna, encomiabili al Braglia oggi. Ci vuole sostanza. Forza. Cattiveria nel senso buono del termine. E coraggio. Coraggio di osare. E questo pubblico, questa Curva giovane rinata dalle ceneri del fallimento dell’Us Avellino, può solo migliorare. Migliorare, adattarsi, crescere. Perchè tutto si può dire tranne che è una Curva giovane, di nuove generazioni, che può diventare ancora più calda e coesa se si continuerà a lavorare su questa linea.

LO STAFF – Chi diceva che non sarebbe arrivato alla quarta di campionato oggi è già salito sul carro definendolo un allenatore di categoria superiore. Lui, Massimo Rastelli, che alla quarta ci è arrivato a pieno titolo, ora vede lontano. Ma non ha perso la cattiveria agonistica. La stessa che lo lega ai tifosi. Ha uno staff che è cresciuto con lui. Da poco ha ritrovato anche Paolo Pagliuca. Con Dei, Esposito, Rossi ha creato un ambiente coeso, compatto. Un ambiente che da tre anni lavora giorno per giorno. In molti di lui dicono che ha un difetto: è maniacale. Cura i minimi dettagli. Lui e il suo staff. Chi lo criticava ha dovuto ricredersi. Nel calcio, spesso, le partite, oggi, le vincono gli allenatori. E in questa stagione ne ha vinte parecchie. Non ultima, quella di oggi. Quando con il Modena che spingeva dopo l’1-2, ha tolto Angeli inserendo Fabbro. Ha avanzato Arini e l’Avellino ha ripreso a macinare gioco sulla mediana. Il Modena ha perso lì la sua partita perchè l’Avellino non Arini in cabina di regia ha ripreso la qualità persa. E ha chiuso la partita riducendo il Modena in 9 e allontanandolo dall’area della porta difesa da Gomis.

LA SQUADRA – Sembrano fratelli. Proprio come la prima parte della stagione scorsa. Trascinati da Castaldo (10 gol con la doppietta di oggi) ma anche da un Gomis straordinario decisivo anche contro il Modena. Ma non ci sono prime donne. Certo Castaldo è il bomber della B, ma Comi? Prende più botte lui che il campione italiano di pesi piuma Tommasone. Un rigore coi denti, tanti falli. E Kone? Superbo. Arini? Maestoso. Dimentico qualcuno. Come D’Angelo. Ma il resto mettetecelo voi.

Io chiudo solo con una riflessione. Continuate a giocare così. Continuate a farci sognare. E ricordate una cosa. Il popolo irpino non dimentica i suoi eroi. Lo scorso anno a Padova abbiamo pianto tutti. Ricordatelo bene: mai un’altra Padova. Lì, ci avete rubato il sogno. titolai così sulle colonne del Corriere dell’Irpinia dopo quella gara infame. Le favole hanno sempre il lieto fine. Quindi, tutti uniti. Ed ha ragione Rastelli. “La vittoria del cuore” l’ha intitolata questa di Modena. La vittoria del cuore. Appunto.

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