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I gol di Patierno per una missione: riscrivere la magia della “9”

Con la scelta del numero, si riannodano i fili con una tradizione speciale

Se per l’Avellino il Memorial “Sandro Criscitiello” ha rappresentato un’occasione ulteriore per avvicinarsi all’inizio della stagione, per Cosimo Patierno è stato qualcosa in più. Dopo l’annuncio ufficiale dei numeri di maglia, infatti, l’amichevole del “Partenio” è stata per il bomber ex Francavilla la prima vera “prova del 9”. Scegliendo il numero che incarna l’essenza del gol, l’attaccante classe 1991 si è assunto una responsabilità non indifferente, andando a riannodare i fili con una tradizione biancoverde assai radicata e al tempo stesso ingrigita dalle ultime deludenti stagioni.

Quando si pensa alla maglia numero 9, ad Avellino, i ricordi si illuminano e gli occhi brillano dinanzi alla schiera di centravanti che hanno avuto il privilegio di indossarla e nobilitarla. Una lista lunghissima, che comprende un fuoriclasse come Ramon Diaz e che riveste un significato speciale soprattutto se si pensa ai bomber delle ultime promozioni in B. Pur non essendoci ancora la numerazione fissa, negli ultimi 4 salti in cadetteria l’Avellino ha sempre potuto contare su un “9” di grande peso, capace di trascinare la squadra e i tifosi a suon di gol.

Da Provitali a Biancolino, passando per Gigi Molino, il lupo ha legato i suoi ultimi grandi successi alla presenza di un bomber vecchio stampo, letale quindi negli ultimi metri di campo ma anche in grado di infiammare il pubblico per spirito e atteggiamento. A giudicare dagli ultimi anni, quando la “9” è finita invece sulle spalle di giocatori troppo poco incisivi, sia tecnicamente che dal punto di vista agonistico, la sensazione è che ci sia bisogno anche della tradizione affinché l’Avellino ritorni ad essere sé stesso.

Secondo questa teoria apparentemente esoterica, occorre dunque che il lupo possa fare affidamento su un “9” che garantisca un grande impatto realizzativo e carismatico, che vada così a riscrivere la magia del numero e della tradizione. A giudicare dal primo impatto, dalla doppietta realizzata l’altra sera e da quella particolare empatia che sembra già essere scattata con il pubblico del “Partenio” – forse per assonanza –, Patierno sembra avere il physique du rôle per assurgere al prestigioso status. Dei suoi predecessori sta dimostrando di poter avere la fame, la cattiveria e l’istinto letale sottoporta. Il resto è da costruire, rete dopo rete, partita dopo partita, nella consapevolezza che una strana magia si aggira nell’aria per le fortune dell’Avellino.

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