Avellino, dove potrebbe giocare Pietrelli? I numeri suggeriscono tre possibili collocazioni
Il classe 2003 è un obiettivo concreto: ma dove si collocherebber nello scacchiere di Nesta? L'analisi
L’Avellino continua a considerare Alessandro Pietrelli un obiettivo concreto per la prossima stagione. Per capire dove il classe 2003 di proprietà della Juventus, esterno naturale, potrebbe collocarsi nel 4‑3‑1‑2 o nel 4‑3‑2‑1 di Nesta è necessario partire da un dato fondamentale: nel 2025‑2026 ha giocato pochissimo al Venezia, motivo per cui l’unico riferimento realmente solido resta la sua stagione 2024‑2025 con la Juventus Next Gen. Ed è proprio dall’analisi di quella annata che emergono indicatori tattici piuttosto interessanti. Pietrelli eccelle nelle letture senza palla e nelle conduzioni: 2.45 duelli aerei vinti ogni 90’ (98° percentile), 5.67 intercetti (70°), 0.72 accelerazioni palla al piede (94°) e soprattutto 5.26 avanzate progressive (100°). Numeri che descrivono un giocatore capace di rompere le linee, attaccare il mezzo spazio e far guadagnare metri alla squadra, qualità che lo rendono ideale come seconda punta di raccordo o trequartista laterale, ruoli già ovviamente individuati come naturali nel sistema di Nesta. Ma proprio l’analisi più approfondita apre un’ipotesi ulteriore: quella della mezzala atipica, offensiva, verticale, non chiamata a equilibrare ma a strappare. I dati difensivi – 0.26 tackle, 7.8 azioni difensive, 53,33% di duelli difensivi vinti (solo 5° percentile) – confermano che non può essere naturalmente una mezzala classica, ma suggeriscono che potrebbe interpretare il ruolo in maniera atipica: un interno che accompagna la seconda punta, attacca gli spazi e crea superiorità con progressioni continue. Una soluzione non convenzionale, ma perfettamente coerente con la filosofia del nuovo tecnico biancoverde, intenzionato a valorizzare profili dinamici e capaci di dare verticalità al gioco.
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