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Scandone, non c’è più tempo da perdere: cosa non sta funzionando

I dati statistici mentre ci avviciniamo alla conclusione della regular season

Ieri è arrivata la quinta sconfitta consecutiva per la Scandone, non un qualcosa di inaspettato, visto l’avversario. Per lunghi tratti gli avellinesi hanno giocato uno dei migliori basket della stagione, contro una squadra che ha qualità per stare tranquillamente in A2. La classifica è però ancora ferma a 2 punti. Difficile spiegarsi le differenze di prestazioni tra partite come quella di ieri e quella con Pozzuoli.

COS’È QUINDI CHE NON FUNZIONA?

Per limitarci agli aspetti tecnici, è evidente che ci sia un problema sotto canestro. Con l’infortunio di Monina, i lupi ieri hanno giocato con i soli Brunetti e Ani sotto le plance, vista anche la partenza di Ragusa, risultato inadatto. Avellino soffre i pick’n’roll con i centri di stazza, che hanno sempre la meglio in termini di peso e centimetri. La Scandone è ultima sia per rimbalzi totali (383) che offensivi (91).  Adattare Mazzarese non è stata sicuramente una soluzione, perdendo la sua aggressività sugli esterni che lo avevano reso il miglior recuperatore di palloni della squadra. Troppe poi le soluzioni forzate e in isolamento da parte delle guardie, che si ritrovano spesso a palleggiare in 1 contro 1 alla ricerca disperata di un canestro (è accaduto ieri particolarmente con Marra ma anche con Riccio). Una costante degli irpini sono le scarse percentuali dall’arco, purtroppo insite già durante la costruzione della squadra, che fanno dell’Avellino il peggior attacco con soli 715 punti a segno. Da sottolineare invece l’interessante dato della difesa: i lupi sono la seconda miglior difesa per punti subiti, dietro solo alla Luiss Roma. Una squadra che quindi segna poco e subisce poco, sintomo di un gioco spesso troppo lento ma che rischia tanto, perdendo ben 145 palloni (2°). È impossibile però spiegare i problemi della Scandone con dei dati puramente statistici. Gli avellinesi sono stati anche autori di prestazioni di prim’ordine, soprattutto nella prima parte del campionato. Il campo dice che si sono ancora 4 partite e una seconda fase per svoltare questa stagione. Non ci si può più permettere di guardare ai lati positivi, perché questa non è, e non può essere, una squadra da retrocessione.

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