
Cus Avellino – Maleventum Benevento, gara valevole come dodicesima giornata di ritorno del campionato di serie C1, giocatasi domenica pomeriggio, è andata ben oltre i sessanta minuti di gioco in cui la compagine biancoverde, si è imposta di misura per 3-2. Ad alzare la voce, infatti, è, stata la stessa società sannita che, attraverso una nota stampa diffusa domenica, aveva denunciato presunte aggressioni ricevute “da circa 60 tifosi del Cus Avellino che al triplice fischio hanno invaso il terreno di gioco iniziando una sorta di caccia all’uomo.” Non è mancato lo sfogo del presidente dei beneventani Francesco Messina che, sempre nella stessa nota stampa, aveva definito tutto ciò “una vergogna”, aggiungendo, inoltre, che “quanto visto ad Avellino è ben diverso e di una gravità assoluta. Mi prendo la piena responsabilità di quanto affermo e sfido la società irpina a smentirmi essendo loro in possesso del video integrale della partita”. La replica del Cus Avellino non si è fatta attendere ed è arrivata nella tarda serata di ieri la risposta, a firma del Direttore Generale Emilio Carlos Lanzetta, che prova a fare chiarezza su quanto avvenuto alla tendostruttura di via Tagliamento: “Sono rimasto sbigottito nel leggere le dichiarazioni post-gara rese dal collega Francesco Messina agli organi d’informazione sportiva e non posso esimermi dal replicare. La gara è stata bella, combattuta e leale fino alla fine. Dall’inizio del secondo tempo e per tutto lo stesso ed anche nel post gara – spiega Lanzetta – erano presenti due unità delle forze dell’ordine appartenenti alla polizia di stato. Non abbiamo tifosi “ultras” se non ragazzi del settore giovanile, familiari e fidanzate dei tesserati oltre qualche amico che gradisce assistere alle nostre gare di futsal. Detto questo racconto, la mia verità quello che ho visto. Nel saluto di fine gara a centrocampo, qualcosa di detto ha fatto agitare qualche ns. e loro tesserato e questo ha generato un po’ di caos nella zona d’ingresso del corridoio che porta agli spogliatoi, è normale che in quella zona della struttura si siano avvicinati tutti i dirigenti che erano in tribuna delle due società oltre a familiari e fidanzate dei nostri tesserati per sincerarsi che non si stesse litigando. Gli stessi dirigenti, unitamente ai tesserati delle due società oltre che alle forze dell’ordine, hanno condotto i più nervosi negli spogliatoi dove sono avvenuti dei primi chiarimenti. Dopo le docce degli atleti ci siamo lasciati amareggiati ma non litigati, tant’è che le forze dell’ordine erano anche andate via. Ora dico al collega Francesco Messina, innanzitutto mi spiace tanto dell’accaduto al punto tale da cancellare la gioia sportiva conseguita con lealtà sul campo, ma mi spiace anche che nel vostro comunicato stampa si sia parlato di caccia all’uomo e aggressione a tesserati perché così non è stato, tali dichiarazioni mettono in cattiva luce l’operato di 15 anni, con tanti sacrifici, della nostra associazione sportiva in questa disciplina che ci accomuna e che tanto amiamo. Sicuramente è brutto vedere e vivere questi episodi ma vergogna non è visto che a fronte di qualche tesserato non ancora maturo sportivamente ce ne sono altri che unitamente a tecnici e dirigenti fanno si con il proprio intervento che l’episodio non si trasformi in “vergognoso”. Approfitto – aggiunge il rappresentante del Cus – per dire che oggi (lunedì ndr) alle 18,00 al Pala Adua di Benevento si sono affrontate le compagini juniores del Maleventum e del C.U.S. Avellino dando vita ad una gara bella, intensa e corretta. Siamo stati accolti con ospitalità come sempre e a fine gara gli atleti si sono salutati con abbracci e strette di mano e a noi è stato augurato un buon proseguimento di campionato. Concludo ringraziando tutte le persone del Maleventum e del C.U.S. Avellino che si sono prodigate per sedare gli animi di qualche tesserato di entrambe le società.”






