Modena-Avellino 1-2: fiesta Castaldo

Sugli spalti è festa. Sempre festa, quando gioca l’Avellino. Sono 500 ma cantano per 5mila. Persino il pubblico di casa rimane annichilito dallo spettacolo che offrono gli ultras biancoverdi. Si comincia e l’Avellino c’è. C’è sempre. Più forte delle emergenze. Persino in difesa dove mancano tutti e Arini è inventato centrale. In attacco, quasi a sorpresa, c’è Comi al fianco di Castaldo. Per Arrighini solo panchina. Sulla mediana c’è Angeli. Si parte e si capisce subito che è giornata. Il Modena non c’è. O meglio. L’Avellino c’è. Perché alza la sperimentale linea difesa e Granoche e Ferrari sono sempre sistematicamente in off-side. Kone è di categoria strasuperiore. E si vede. Alza la diga l’Avellino anche grazie alla combattività di D’Angelo che riesce ad arrivare su ogni pallone. Il vantaggio di Castaldo costruito su un super lavoro di Comi e D’Angelo su Pinsoglio è il giusto riconoscimento di un Avellino sempre in partita. E quando si fa male Regoli, la maledizione si materializza anc ora di più. Entra Petricciuolo, il baby classe 95. Ed entra con autorità andando a salvare su una incursione pericolosa in area biancoverde. Si va nel recupero. E al quarto minuto di recupero, su calcio d’angolo, Comi viene atterrato. Rigore netto. E chi lo segna? Castaldo. Sempre lui, al decimo sigillo stagionale. Si va negli spogliatoi. E l’Avellino riparte bene. Perché dopo pochi minuti Comi la mette quasi dentro su un’imbeccata di Castaldo. Ma Pinsoglio fa il Gomis e salva il Modena dal tracollo. E come quasi sempre accade nel calcio, nel momento favorevole dei lupi arriva il gol del Modena. Ingenuità difensiva e Granoche da due passi gonfia la rete. 1-2. Panico biancoverde. Il Modena ci crede. E sfiora il pareggio. San Gomis salva a carrarmato su Luppi. A tu per tu lo strega. E va bene così. Rastelli cambia. Fuori Angeli, dentro Fabbro. Arini si rimette in mediana. E l’Avellino riprende a giocare. Passata la sfuriata, i lupi guadagnano metri e campo. Ci prova anche Castaldo ma stavolta Pinsoglio gli dice di no. Poi è festival delle espulsioni. Il Modena perde la testa. Finisce in 10 (Nizzetto), poi in 9 (Manfrin). Il festival delle occasioni mancate: Castaldo divora il tris, poi Arini, infine Zito. Finisce dopo 4 minuti di recupero. L’Avellino vince a Modena, vola al secondo posto in classifica e pensa ai prossimi due impegni consecutivi al Partenio-Lombardi. Finisce con la festa sugli spalti. Festa giusta. Doverosa. Entusiasmante.

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